Hiram Bingham, professore di Yale, esploratore e appossionato di archeologia, è oggi noto come lo scopritore della più famosa città preispanica del Perù, un vero gioiello architettonico costruito dagli inca, rimasto nascosto per più di quattro secoli, protetto dalla rigogliosa vegetazione del canyon di Urubamba. Nel 1906 Bingham aveva intrapreso un viaggio avventuroso da Buenos Aires a Cusco, seguendo le rotte commerciali dell'epoca coloniale. L'entusiasmo per i luoghi conosciuti accese in lui il desiderio di trovare Vilcabamba, ultimo rifugio, secondo quanto narrato dagli antichi cronisti, degli inca ribelli. E così viaggiò ad Abancay, porta naturale verso l'inesplorata e leggendaria città inca. Lì gli abitanti lo informarono dell'esistenza di alcune rovine e lo condussero a quello che oggi conosciamo come complesso archeologico di Choquequirao. Bingham non si lasciò impressionare: la mitica Vilcabamba doveva essere ancora più imponente. Tornato negli Stati Uniti ottenne l'appoggio della National Geografic Society e dell'università di Yale, nonché i contributi volontari di amici e parenti. Nel gennaio del 1911 Braulio Polo y la Borda, proprietario dell'hacienda Echarati, nella provincia di Convención (Cusco), ospitava Alberto Giesecke, allora rettore dell'università di Cusco. Fu in una delle numerose conversazioni che gli raccontò dell'esistenza di misteriose rovine inca nella zona. Giesecke, amico di Bingham, lo contattò immediatamente, invitandolo a esplorare la regione. Il resto è storia: il 24 luglio 1911, accompagnato dalla guida locale Melchor Arteaga, Bingham arrivò sulla cima del monte Machupicchu. Lì incontrò Anacleto Alvarez e Toribio Recharte, due campesinos che vivevano sul posto con le rispettive famiglie, coltivando i terrazzamenti inca. Si dice che fu un bambino a svelare a Bingham le monumentali rovine. Quello che vide e le emozioni che provò restano registrati nel suo "La città perduta degli Incas". Ma commise un errore: era certo che quella fosse proprio la leggendaria Vilcabamba. In seguito il Governo peruviano, tramite decreto del 31 ottobre 1912, autorizzò lo studioso a scavare nella zona. Non solo: gli permise di portare negli Usa tutto il materiale archeologico reperito. Occorsero più di cinque anni di lavori per far riemergere dalla giungla l'intero complesso architettonico....more...more..more
Monday, January 31, 2011
Snapshot dal Peru'
Hiram Bingham, professore di Yale, esploratore e appossionato di archeologia, è oggi noto come lo scopritore della più famosa città preispanica del Perù, un vero gioiello architettonico costruito dagli inca, rimasto nascosto per più di quattro secoli, protetto dalla rigogliosa vegetazione del canyon di Urubamba. Nel 1906 Bingham aveva intrapreso un viaggio avventuroso da Buenos Aires a Cusco, seguendo le rotte commerciali dell'epoca coloniale. L'entusiasmo per i luoghi conosciuti accese in lui il desiderio di trovare Vilcabamba, ultimo rifugio, secondo quanto narrato dagli antichi cronisti, degli inca ribelli. E così viaggiò ad Abancay, porta naturale verso l'inesplorata e leggendaria città inca. Lì gli abitanti lo informarono dell'esistenza di alcune rovine e lo condussero a quello che oggi conosciamo come complesso archeologico di Choquequirao. Bingham non si lasciò impressionare: la mitica Vilcabamba doveva essere ancora più imponente. Tornato negli Stati Uniti ottenne l'appoggio della National Geografic Society e dell'università di Yale, nonché i contributi volontari di amici e parenti. Nel gennaio del 1911 Braulio Polo y la Borda, proprietario dell'hacienda Echarati, nella provincia di Convención (Cusco), ospitava Alberto Giesecke, allora rettore dell'università di Cusco. Fu in una delle numerose conversazioni che gli raccontò dell'esistenza di misteriose rovine inca nella zona. Giesecke, amico di Bingham, lo contattò immediatamente, invitandolo a esplorare la regione. Il resto è storia: il 24 luglio 1911, accompagnato dalla guida locale Melchor Arteaga, Bingham arrivò sulla cima del monte Machupicchu. Lì incontrò Anacleto Alvarez e Toribio Recharte, due campesinos che vivevano sul posto con le rispettive famiglie, coltivando i terrazzamenti inca. Si dice che fu un bambino a svelare a Bingham le monumentali rovine. Quello che vide e le emozioni che provò restano registrati nel suo "La città perduta degli Incas". Ma commise un errore: era certo che quella fosse proprio la leggendaria Vilcabamba. In seguito il Governo peruviano, tramite decreto del 31 ottobre 1912, autorizzò lo studioso a scavare nella zona. Non solo: gli permise di portare negli Usa tutto il materiale archeologico reperito. Occorsero più di cinque anni di lavori per far riemergere dalla giungla l'intero complesso architettonico....more...more..more
Sunday, January 30, 2011
"Snapshot" dalla Birmania

Il tempio di Ananda lo fece costruire nell'anno 1909 un re che , affascinato dalle storie buddhiste raccontategli da monaci venuti dall'india,volle vedere davanti a se il paesaggio mitico dell'Himalaya.Quando il tempio, con i suoi bellissimi pinnacoli bianchi come vette innevate, fu finito il re era entusiasta ma subito fece decapitare l'architetto che aveva realizzato il suo sogno.Non voleva che costruisse niente di piu' bello.Saturday, January 29, 2011
La memoria

Thursday, January 27, 2011
Wednesday, January 26, 2011
Ultimo Brindisi
Monday, January 24, 2011
Sunday, January 23, 2011
Saturday, January 22, 2011
Single Malt Whisky - Talisker

| Talisker Single malt whisky invecchiato 10 anni ha un aroma penetrante,pieno,torbato, fruttato,speziato,rotondo. Il suo gusto e' caldo, ricco,speziato. Il retrogusto e' ricco di fumo. Talisker, l’unica distilleria dell’isola di Skye, è stata edificata nel 1830 e, nella sua esistenza, ha cambiato diversi proprietari. A seguito di un incendio che la distrusse parzialmente, fu ricostruita nel 1960 e rimodernata nel 1972 e in anni recenti. La tradizione è, comunque, salvaguardata a Talisker dove si utilizzano quattro alambicchi (due per la prima e due per la seconda distillazione). Durante la prima distillazione una parte del vapore alcolico ritorna nell’alambicco stesso, per essere ridistillato. Questa speciale operazione di riflusso dona al whisky la caratteristica speziata. Prezzo : 30-38 Euro |
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Friday, January 21, 2011
Il piu' bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.
- Nazim Hikmet -
Thursday, January 20, 2011
Le Relazioni Pericolose - Rene Magritte
Un quadro del pittore Belga che lascia lo spettatore senza parole come in tutte le sue opere.Il quadro rappresenta una donna nuda che tiene di fronte a sè uno specchio rivolto verso lo spettatore.Monday, January 17, 2011
Saturday, January 15, 2011
Thursday, January 13, 2011
Vino da Dessert - Apianae 2007

Tuesday, January 11, 2011
La condizione umana.Rene Magritte

Saturday, January 8, 2011
La Relativita' di M.C.Escher

La relativita' e' una litografia di M.C Escher.
L'artista descrive il paradossale mondo in cui le leggi normali della gravita' non si applicano.La struttura architettonica sembra essere il centro di una Comunità idilliaca.
Thursday, January 6, 2011
I cieli sono uguali - Pedro Salinas
Monday, January 3, 2011
Saturday, January 1, 2011
Wednesday, December 29, 2010
Friday, December 24, 2010
Wednesday, December 22, 2010
The first Noel
The First Noel, the Angels did say
Was to certain poor shepherds in fields as they lay
In fields where they lay keeping their sheep
On a cold winter's night that was so deep.
Noel, Noel, Noel, Noel
Born is the King of Israel!
They looked up and saw a star
Shining in the East beyond them far
And to the earth it gave great light
And so it continued both day and night.
Noel, Noel, Noel, Noel
Born is the King of Israel!
And by the light of that same star
Three Wise men came from country far
To seek for a King was their intent
And to follow the star wherever it went.
Noel, Noel, Noel, Noel
Born is the King of Israel!
This star drew nigh to the northwest
O'er Bethlehem it took its rest
And there it did both Pause and stay
Right o'er the place where Jesus lay.
Noel, Noel, Noel, Noel
Born is the King of Israel!
Then entered in those Wise men three
Full reverently upon their knee
And offered there in His presence
Their gold and myrrh and frankincense.
Noel, Noel, Noel, Noel
Born is the King of Israel!
Then let us all with one accord
Sing praises to our heavenly Lord
That hath made Heaven and earth of nought
And with his blood mankind has bought.
Noel, Noel, Noel, Noel
Born is the King of Israel!
The first noel e' un tradizionale canto natalizio inglese...more
Saturday, December 18, 2010
Handel Feast - Auditorium parco della musica
Nella meravigliosa Sala Sinopoli, presso l'Auditorium Parco della Musica, progettato da Renzo Piano,ho assistito allo spettacolo 'Handel Feast'.Ad interpretare brani classici di Handel (Water Music e Music for the royal fireworks) l'orchestra barocca Zefiro, diretta da Alfredo Bernardini. Handel e' stato uno dei piu' grandi artisti del diciottesimo secolo.Handel mori' il Friday, December 17, 2010
Rembrandt - Lezione di Anatomia del Signor Tulp
Thursday, December 16, 2010
Dolce di natale - La Copeta o Nociata.

La "Copeta" o Nociata è di forma romboidale, presenta un colore variegato, è di sapore molto dolce. Va consumata fresca. La preparazione è a base di miele, noci e nocciole. Si versa il miele in una casseruola e si pone a fuoco basso finché non assume un colore rossastro; si aggiungono le noci mondate e tritate finemente e si continua a cuocere per circa un quarto d'ora. Il composto viene tolto dal fuoco e versato sulla spianatoia o sulla tavola di marmo bagnata, steso con il mattarello bagnato fino ad uno spessore di mezzo centimetro e tagliato poi a rombi, ognuno dei quali verrà posto tra due foglie di alloro. Si consiglia di far riposare la preparazione per qualche giorno prima di consumarla....more...more..more...English version
Sunday, December 12, 2010
Tuesday, December 7, 2010
Friday, December 3, 2010
La Fisiognomica
Tutto il sapere umano si basa infatti sulla fisio-gnomica derivata dalla fisio-nomia esteticadella realtà. Ovvero sia dal dedurre, attraverso i sensi e l'osservazione morfo-genetica della natura, la sua intrinseca legge del divenire in atto. ...more
Dal modo in cui una persona si siede su una sedia o su una poltrona si possono riconoscere alcune sue caratteristiche psicologiche. Allora, se vogliamo avere elementi supplementari per inquadrare una persona, cominciamo a fare un po’ più di attenzione al modo in cui sta seduto. Se, ad esempio, una persona si siede sul bordo della sedia, o possiede delle riserve ad essere lì dove si trova, o altrimenti è un tipo impaziente, affrettato nelle sue conclusioni e soggetto a frequenti sbalzi d’umore. Chi cambia continuamente posizione non può che essere un inquieto, o comunque, almeno in quella specifica situazione, sta avvertendo un senso di disagio. Chi sedendosi occupa invece tutta la sedia o la poltrona, vuole fare impressione, mentre in realtà è un insicuro e tendenzialmente poco intraprendente. Cerca un appoggio che non ha ancora trovato. Chi siede in posizione eretta, senza appoggiarsi sui gomiti, rivela invece grande energia, sicurezza e coscienza del proprio valore (magari un po’ eccessiva). Chi incrocia le braccia dietro la testa o sprofonda nello schienale della poltrona manifesta presunzione o comunque noia nei confronti della situazione o dell’interlocutore. Chi appoggia i gomiti sulle ginocchia, piegandosi su se stesso rivela necessita di contatto verso chi parla, o comunque un non spiccato senso di autonomia psichica, in altre parole è un tenerone, bisognoso di essere accudito, e soprattutto molto sensibile alle critiche e al sarcasmo. Chi muove freneticamente le gambe o i talloni, non sta ascoltando realmente, è troppo preso ad inserirsi nel discorso, e in senso lato, è una persona troppo spesso impegnata a dire la sua e quindi, raramente capace di ascoltare i pareri e le esigenze di chi gli sta vicino. Incrociare le gambe quando si è seduti rivela un momentaneo stato di tensione e di nervosismo che si scarica tramite l’allungamento dei muscoli delle cosce.
La psicologia moderna è in grado di svelare le peculiarità del carattere nascoste dietro la pettinatura di un uomo o di una donna. La pettinatura arruffata, ad esempio, viene ritenuta sintomo di una certa confusione d’idee, quantomeno di mancanza di chiarezza. La pettinatura stravagante denota il desiderio di farsi notare a tutti i costi tipico di chi si sente in qualche modo “invisibile” agli altri. La pettinatura a spazzola per un uomo significa che il processo di attaccamento alla madre non è stato del tutto superato. Questo individuo manifesta nei confronti del mondo esterno un comportamento testardo, ostinato. I capelli pettinati all’indietro sono tipici di un uomo o di una donna intelligente oltre la media. La pettinatura in questo caso lascia scoperta una fronte dietro la quale fervono molti pensieri. Questa persona gioca a carte scoperte, sia nella professione che nei sentimenti. I capelli pazzi in un uomo maturo indicano un temperamento da “genio”, ma anche sregolatezza e giovinezza d’animo. La riga: non solo serve a tenere in ordine i capelli, ma sta ad indicare un vero e proprio atteggiamento nei confronti della vita, che si può dedurre dal modo in cui viene tracciata. Riga a destra: gusto dell’ordine, della discrezione, desiderio di anonimato. Riga in mezzo: testardaggine, profonde capacità intellettuali, carattere chiuso e a volte preoccupato di rimanere inosservato. La riga a sinistra segnala invece un carattere retto, leale, fiducioso negli altri, anche se testardo nelle proprie decisioni, e, a volte, facilmente suggestionabile.
Passiamo ora all’analisi della barba. Per lo studioso di fisiognomica il barbuto è sempre qualcuno che ha qualcosa da nascondere. Ma volendo andare più nel dettaglio possiamo dire che chi porta il pizzetto è dotato di uno spirito sottile e determinato, anche se rischia di essere troppo suscettibile e, in qualche occasione, non troppo leale. La barba folta è considerata dalle donne simbolo di potenza virile. L’uomo consciamente o inconsciamente ne è cosciente; e quindi chi porta una barba folta mira a dare un chiaro segnale(non sempre corrispondente alla realtà) di una sua tale potenza. La barba particolarmente abbondante può denotare invece un eccesso di sensualità e di libido; l’uomo che la porta può essere un amante instancabile e non certo poco fantasioso. La barba povera o inesistente può indicare un temperamento debole, femminile, emotivo, che può però accompagnarsi ad una buona dose di cinismo ed egoismo.
Toccarsi il mento
Noi tutti ci tocchiamo ogni tanto il viso durante una conversazione, ma il numero delle volte in cui queste azioni vengono effettuate aumenta in maniera notevolissima quando si tenta di ingannare. Fra gli “autocontatti” preferiti dai mentitori troviamo: sfregarsi il mento, grattarsi un sopracciglio, toccarsi il naso, accomodarsi i capelli, coprirsi la bocca. In particolare due di queste azioni diventano frequentissime: toccarsi il naso e coprirsi la bocca. L’atto di coprirsi la bocca è piuttosto facile da interpretare: da essa stanno uscendo parole menzognere e il soggetto inconsciamente alza la mano, quasi volesse usarla come un bavaglio. Ecco, dunque, le dita a ventaglio sulle labbra, l’indice sul labbro superiore, la mano di fianco alla bocca. Ma occorre precisare che, se vediamo qualcuno effettuare questa copertura della bocca, ciò non significa che stia sicuramente mentendo. Che lo faccia è però più probabile che se tenesse le mani lontane dalla bocca. Quanto all’azione di toccarsi il naso, invece, sembra esserci una duplice spiegazione. Innanzi tutto, la mano che si alza per bloccare la menzogna viene deviata da quella parte del cervello che non può permettere che la copertura funzioni. E il naso è lì, convenientemente vicino. La mano non ha che da allungare di poco il suo movimento e continua così a coprire in parte anche la bocca. Non solo, quando arriva il momento della menzogna, si verifica un lieve aumento di tensione, che produce piccoli mutamenti fisiologici, alcuni dei quali incidono sulla sensibilità del rivestimento interno della cavità nasale, provocando una sensazione di leggero e inconsapevole prurito . A questo punto la mano, spesso senza che ce ne accorgiamo va a sfregare il naso.
Sunday, November 28, 2010
Il Libro della vita
I fogli del libro della vita hanno due facce:
1) Da un lato cio' che l'uomo dispone
2) Dall'altro cio' che il divino decreto ha fissato.
Difficilmente le due facce coincidono.
Di quel fiore che ti appare una rosa
non di rado scoprirai con il tuo sangue le spine.
Cio' che ti sembra aceto e' nella realta' dolcissimo miele.
Monday, November 22, 2010
Tuesday, November 16, 2010
Sunday, November 14, 2010
I ragazzi che si amano - Jaques Prevert
I ragazzi che si amano si baciano in piedi
contro le porte della notte.
E i passanti che passano li segnano a dito.
Ma i ragazzi che si amano
non ci sono per nessuno.
nell'abbagliante splendore del loro primo amore.
Jaques Prevert (1900-1977)
Wednesday, November 10, 2010
Vicolo Cannery (Cannery Row) di John Steinbeck
Un bel libro di Steinbeck che racconta la vita nel Vicolo Cannery (Cannery Row) dove vivono diversi emarginati ed un biologo pieno di umanita'.Una storia davvero divertente che fa riflettere.Tuesday, November 9, 2010
Frustrazioni...
In genere le persone cercano sempre di scaricare sugli altri i loro fallimenti e le loro frustrazioni.Ci si inventa un gruppo di persone perverse,gli ebrei,i neri,i bianchi,i capitalisti,i comunisti,chiunque gli si attribuisce la responsabilita' di tutti i nostri fallimenti,le nostre sofferenze,quindi si focalizza su quel gruppo il nostro odio e si cerca di annientarlo.Funziona anche a livello personale,quotidiano.Tutti abbiamo cose o persone che odiamo e che riteniamo responsabili delle nostre sofferenze e odiarle e l'accusarle e' gia' una sorta di sollievo.
Monday, November 8, 2010
Melancolia - Albrecht Dürer (1471-1528)

Bellissima incisione che rappresenta la personificazione dell’umore melanconico, posto sotto l’influenza astrologica di Saturno, i cui "figli" inclinano alle attività intellettuali (come la matematica e la geometria), e devono sopportare il peso della depressione.
Nell' incisione si trova un quadrato magico di tipo simmetrico.
Dürer non spiegò mai il simbolismo contenuto in questa sua opera, ma la maggior parte degli studiosi è d'accordo sul fatto che essa rappresenti lo stato d'animo depresso del pensatore, incapace di passare all'azione. Nel Rinascimento il temperamento malinconico era ritenuto una caratteristica del genio creativo; era la malattia degli studiosi "che una pallida maschera di pensiero fa sembrare ammalati": questo concetto, che gli intellettuali brillanti siano spesso incapaci, come Amleto, di prendere delle decisioni, è, in una certa misura, ancora vivo fra noi.
Nell'incisione di Dürer strumenti scientifici e di carpenteria giacciono inutilizzati al suolo attorno alla figura disordinata e meditabonda della Melanconia. I piatti della bilancia sono vuoti, nessuno sale sulla scala, il levriero dormiente è mezzo morto di fame, il cherubino alato aspetta la dettatura, mentre il tempo passa nella clessidra in alto. La sfera ed il tetraedro, curiosamente troncato, suggeriscono la base matematica dell'arte del costruire. Apparentemente la scena è soffusa di luce lunare. L'arcobaleno lunare, che si incurva su ciò che sembra essere una cometa, può significare la speranza che lo stato di abbattimento passi.
I quadrati magici di quarto ordine furono collegati con
Giove dagli astrologi del Rinascimento e si credeva che combattessero la malinconia, che era di origine saturnina. Questo può spiegare il quadrato nell'angolo in alto a destra dell'incisione di Dürer. Il quadrato è detto simmetrico perché ogni numero sommato al numero simmetricamente opposto rispetto al centro dà sempre 17. Vi sono inoltre molti gruppi di quattro celle (oltre alle righe, alle colonne e alle diagonali principali), che danno come totale 34, la costante del quarto ordine; per esempio, le quattro celle d'angolo, le quattro celle centrali, i quadrati di due per due d'angolo. Un quadrato di questo tipo può essere costruito con un procedimento incredibilmente semplice. E' sufficiente scrivere in una disposizione quadrata ed in ordine di successione i numeri da 1 a 16 e poi invertire le due diagonali: il risultato è un quadrato magico simmetrico. Dürer ha scambiato le due colonne intermedie di questo quadrato (il che non cambia le sue proprietà) in modo che le due celle centrali della riga inferiore indicassero l'anno in cui egli fece l'incisione (1514).
Il quadro si trova a Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, 4680 st. sc.
Sunday, November 7, 2010
Friday, November 5, 2010
Luigi Boccherini - Musica notturna delle strade di Madrid
Thursday, November 4, 2010
Libro "Acciaio" di S.Avallone
Un bel libro che ho letto in pochi giorni.L' amicizia tra Francesca ed Anna e' ben costruita e tiene il lettore attento e voglioso di leggere come va a finire....Attraverso gli occhi di due ragazzine che diventano grandi, Silvia Avallone ci racconta un’Italia in cerca d’identità e di voce, apre uno squarcio su un’inedita periferia operaia nel tempo in cui, si dice, la classe operaia non esiste più. E lo fa con un romanzo potente, che sorprende e non si dimentica.
Wednesday, November 3, 2010
L'eta' dell'oro.L.Cranach

Thursday, October 28, 2010
Tuesday, October 26, 2010
Ristorante il monticello - Monte Porzio Catone
Monday, October 25, 2010
Cosa ho letto:Ikea Mito e realta'

Ma di fronte a una tale opulenza di cifre lui non si scompone. Anzi, vive quasi da povero. Vestiti più da bocciofila che da alta finanza, vecchie macchine, voli economici su Easy-Jet e abbonamenti in metrò nelle grandi città. Insomma zero lusso, zero sprechi, zero clamori. I suoi eccessi? Qualche tempo fa si è permesso una Porsche. Ma poi forse si è pentito. «In genere, non voglio strafare né essere diverso dai miei clienti: ci tengo a dare il buon esempio. Ogni tanto mi piace regalarmi qualche bella camicia, qualche cravatta e adoro cenare con pesce del mare scandinavo». Come giorni fa, in occasione del suo compleanno: 82, portati bene nonostante la fluttuante simpatia per l'alcol.
Certo, un anziano ipermiliardario lo si immaginerebbe sempre sotto le palme in panama e bermuda. Invece il suo buen retiro, dignitosamente anonimo, è Epalinges, cantone svizzero di Vaud, 800 metri di altitudine, 7700 abitanti, 10 minuti di macchina da Losanna e dal suo freddo lago. Svizzera per via delle tasse, pensano molti. Ma non solo. Intanto Epalinges è circondata dalle foreste, richiamo non secondario per il figlio d'un guardaboschi che ha fondato un impero del legno. E poi consente di nascondersi, come il più tranquillo dei pensionati. «In fondo sono in pensione dall' 85», ama sdrammatizzare, mentendo perché all'Ikea non si muove foglia (di frassino o di abete) che lui non voglia.
Anche la casa rispecchia i parametri minimalisti del proprietario, che qui vive con la moglie Margaretha, da cui ha avuto tre figli, Peter, Jonas, Matthias (44,41,39 anni) tutti ormai inseriti, ma senza troppe coccole, nella vetta del gruppo. È un piccolo complesso di bungalow bianchi, vicino al golf. Due chiacchiere con i vicini sul tempo, che non è mai un granché ma fa niente, stradine strette, un bel silenzio nordico.
L'interno? Una rigorosa applicazione del catalogo aziendale che con i suoi quasi 170 milioni di copie in 24 lingue, passa per essere il testo più consultato al mondo dopo la Bibbia. Leggenda vuole che i suoi mobili il signor Ingvar se li monti, spartanamente, da sé, primo fondamento del credo ikeasco. Ai supermercati Migros e Coop (davanti all'hotel Union) le commesse lo vedono spesso con la moglie alle prese con sacchetti, borse e monetine. «Persona gentile, affabile - dicono - ma a vederlo, più simile a tanti altri signori anziani magari in difficoltà ad arrivare a fine mese che a un riccone». Questa dimensione casalingo-minimalista non gli impedisce però di viaggiare molto e mai per divertimento (ultima destinazione, Vietnam), di tastare il polso costantemente all’azienda e di mettere su tutte le decisioni il suo punto di vista. Che è sempre vincolante, anche perché raramente ha sbagliato obbiettivo. Altra massima: «Bisogna fare quello che si sa. Io sono abbastanza bravo a vendere mobili anche se sono anziano. Non sono il tipo da orto o da giardinetti ». Non ha tutti i torti.
Monday, October 18, 2010
PARABOLA DELLA VITA
- Dovrai andare nei campi con il contadino, soffrire tutto il giorno sotto il sole, figliare in continuazione e farti spremere tutto il latte possibile. Ti concedo
un'aspettativa di vita di 60 anni.
La Mucca rispose:
- Una vita così disgraziata me la vuoi far vivere per 60 anni? Guarda 20 vanno benissimo tieniti pure gli altri 40. E così fu.
Il secondo giorno Dio creò la Scimmia e disse:
- Dovrai divertire la gente, fare il pagliaccio ed assumere le espressioni più idiote per farla ridere. Vivrai 20 anni.
La scimmia obiettò:
- 20 anni a fare il cretino? Mi associo alla mucca e te ne restituisco 10! E così fu.
Il terzo giorno Dio creò il Cane e disse:
- Dovrai sedere tutto il giorno dietro l'ingresso della casa dell'uomo abbaiando a chiunque si avvicini.Ti assegno un' aspettativa di vita di 20 anni.
Il Cane replicò:
- 20 anni a rompermi le palle e a romperle agli altri? Guarda 10 sono più che sufficienti tieniti pure gli altri! E così fu.
Infine Dio creò l'Uomo e disse:
- Tu non lavorerai non farai altro che mangiare, dormire, fare l'amore e divertirti come un matto.Ti assegno 20 anni di vita!
L'Uomo implorante:
- Come 20 anni?!? solo 20 anni di questo Bengodi? Senti ho saputo che la Mucca ti ha restituito 40 anni il Cane 10 e la Scimmia altri 10 sommati ai
miei 20 farebbero 80: dalli tutti a me!!! E così fu.
Ecco perché per i primi 20 anni della nostra vita non facciamo altro che mangiare, dormire, giocare, fare l'amore, godercela e non fare niente; per i successivi 40 lavoriamo come bestie per mantenere la famiglia; per gli ulteriori 10 facciamo i cretini per far divertire i nipotini e gli ultimi 10 li passiamo rompendo le scatole a tutti








