Il primo uomo che, avendo recinto un terreno, ebbe l'idea di proclamare questo è mio, e trovò altri così ingenui da credergli, costui è stato il vero fondatore della societa' civile.
Quanti delitti, quante guerre, quanti assassinii, quante miserie,
quanti orrori avrebbe risparmiato al genere umano colui che, strappando i
pali o colmando il fosso, avesse gridato ai suoi simili:"Guardatevi
dall'ascoltare questo impostore; se dimenticherete che i frutti sono di
tutti e che la terra non è di nessuno, sarete perduti."
C’è un antico libro persiano che parla dei viaggi di Molla Nasredin.
Per capire il senso della vita, Molla viaggia a piedi per il mondo. Alla porta di Hamadan vede una folla, uomini, donne, bambini, cammelli, asini, cavalli, capre e galline che corrono tutti dietro un giovanotto.
Il giovanotto piange, balla e balbetta parole incomprensibili. Poi si lascia cadere a terra e si rialza. Piange ancora, ride, corre e si getta della terra in testa.
Molla ferma un uomo anziano: “Dimmi, fratello, che cos’è successo a quel ragazzo?” “L’amore si è impadronito di lui. E tutti vengono a vedere per fare conoscenza con l’amore.”
Non siamo che una serie d’ombre. Piccole figure su uno schermo, a volte mosse, a volte no, attorno alla lampada del sole, manovrate a mezzanotte dal Padrone del gioco.
Il padre che e' in Noi ci
dice"Devi fare quello e non devi fare questo".Se abbiamo fatto una cosa
cattiva ci rimprovera e se abbiamo fatto una cosa giusta ci loda.
Ma
mentre il padre che e' in noi ci parla in questi termini, la madre ci
parla un linguaggio diverso.E' come se dicesse tuo padre ha certo
ragione di rimproverarti ma non prenderlo troppo sul serio.
Qualsiasi
cosa tu abbia fatto tu sei il mio bambino.Io ti amo e ti perdono, niente
di quello che hai fatto puo' ostacolare il tuo diritto alla vita ed
alla felicita'.
Affresco del Perugino realizzato nella Cappella Sistina nel (1481-1482)
La scena è organizzata su due fasce orizzontali: una con le figure in
primo piano e una con lo sfondo architettonico, popolato da alcune
figure molto più piccole. In primo piano Cristo consegna le chiavi
d'oro e d'argento del paradiso a san Pietro inginocchiato, circondato da
altri apostoli, tra cui Giuda (quinta figura alla sinistra di Cristo), riconoscibili dalle aureole, e da ritratti di contemporanei, tra cui un presunto autoritratto di Perugino nell'uomo vestito di nero che guarda verso lo spettatore
nel gruppo di destra.
Celebre è l'apparato scenografico che amplifica la scena
principale, inquadrata dalle linee prospettiche di un pavimento a grossi
quadrati marmorei di una piazza decorata da edifici monumentali. Al
centro soprattutto si trova un magnifico edificio a pianta centrale con
cupola, simbolo dell'universalità del potere papale stesso, oltre che
trasposizione ideale del Tempio di Gerusalemme: esso venne riutilizzato nello Sposalizio della Vergine a Caen
con la variante ancora più scenografica della porta centrale che lascia
vedere il paesaggio. Questa sorprendente visione architettonica, così
espressiva degli ideali di classica perfezione del Rinascimento, venne
ripresa dagli allievi di Perugino, come Pinturicchio nella Cappella Bufalini e soprattutto Raffaello nel celeberrimo Sposalizio della Vergine nella Pinacoteca di Brera, fino ad influenzare anche una vera riproduzione architettonica nel Tempietto di San Pietro in Montorio di Bramante.
Gioco di Bimbi.Pieter Bruegel.1560. Kunsthistorisches Museum, Vienna
L’opera ‘Giochi per bambini’ è una enciclopedia
illustrata unica nel suo genere con gli intrattenimenti per i bambini.
Lo sguardo eccezionale è quello dell’artista del Rinascimento fiammingo Pieter Bruegel il Vecchio. Il
pittore di talento ha raffigurato più di 200 giovani soggetti, dai
bambini agli adolescenti, impegnati in più di 80 giochi in piazza e le
strade vicine. Grazie a questa
sorta di fotografia siamo, in grado di capire come passavano il
tempo i bambini vissuti nella seconda metà del Cinquecento. Dal dipinto,
infatti, sono facilmente riconoscibili, fra gli altri, i giochi come
“fare un finto matrimonio”, “mosca cieca”, “pentolaccia”, “morra”,
“scarica barili,cavallina.Questo capolavoro è stato
dipinto nel 1560 e, a sorpresa, la maggior parte dei giochi raffigurati
sul dipinto sono ancora popolari oggi, quasi 500 anni dopo.
Scarica Barili
Una squadra sta sotto (con la testa fra le gambe del compagno di fronte)
sostenuta dal ragazzo davanti che è neutrale, i componenti dell'altra
(dopo aver preso la rincorsa) saltano, uno dietro l'altro, sul "ponte"
che devono far crollare: vince la squadra o che riesce a sostenere il
peso (per un certo periodo di tempo) oppure che fa crollare i
sostenitori (quelli sopra non devono toccare il terreno con nessuna
parte del corpo); chi perde sta (di nuovo) sotto.
Lancio delle monete al muro
Chi riesce a mettere la moneta più vicino al muro vince
Ho un po' di anni ed ho sempre vissuto libero; lasciatemi finire libero
la mia vita; quando sarò morto voglio che questo si dica di me: Non
ha fatto parte di alcuna scuola, di alcuna chiesa, di alcuna
istituzione, di alcuna accademia e men che meno di alcun sistema:
l'unica cosa a cui è appartenuto è stata la libertà.
Dipinto nel 1488 da Domenico del Ghirlandaio. Uno fra i maggiori artisti del secondo Quattrocento. Da lui si formò il giovane Michelangelo.
La bellissima donna che vediamo si chiamò Giovanna. Nacque nel 1468 dalla ricca famiglia fiorentina degli Albizi. A diciotto anni fu presa in sposa da Lorenzo Tornabuoni, rampollo di un’altra famiglia magnatizia imparentata con i Medici: la mamma di Lorenzo il Magnifico era una Tornabuoni.
La coppia che si forma è giovane, bella e ricca. Hanno tutti gli ingredienti per una vita lunga e fortunata ma il destino aveva per loro altri programmi.
Giovanna resta incinta dopo un anno. Ma al termine della gravidanza il parto si complica e Giovanna muore. Aveva vent’anni: un fiore.
La sua tragica e prematura scomparsa getta nel dolore e nello sconforto lo sposo e tutti coloro che l’amavano e conoscevano.
Lorenzo Tornabuoni intende celebrarne la memoria e la bellezza della sua amata sposa, vuole che l’arte la renda immortale.
È ciò che accadrà.
Dai cartoni elaborati dal Ghirlandaio per la “visitazione” nella cappella Tornabuoni nella chiesa di Santa Maria novella, egli trae anche il disegno per questo ritratto.
L’artista la dipinge con una calda luce che si adagia sulla parte frontale del viso e del corpo, che la modella dolcemente. È una luce trascendente da cui lo sguardo di Giovanna è attratta verso un orizzonte infinito. Ha le mani giunte che trattengono un fazzoletto di seta. Il ventre accenna un gonfiore, si riferisce alla sua maternità che le fu fatale.
Tutto parla del suo compiuto distacco dalle vicende terrene.
Giovanna ha un’elaborata acconciatura. Una crocchia le avvolge la nuca appoggiandosi su una fine calotta di capelli dai quali spuntano per scendere in una cascata di riccioli ramati.
Il collo, lunghissimo si erge fiero sul busto rivestito con un abito sontuoso di broccato ricamato da fili dorati che tracciano delle complesse linee geometriche. La tonalità del tessuto è delicata, si abbina maestosamente con il tenue incarnato della sua pelle.
Le maniche come queste erano veri e propri oggetti di lusso. Erano intercambiabili e potevano essere applicate indifferentemente da un vestito all’altro.
In questo caso sono bellissime, aderenti, in seta, con ricami e decorazioni con fiori entro losanghe. Raffinati cordini trattengono la camicia che si intravvede dalle fenditure. Il solo dettaglio di queste maniche è un capolavoro di tecnica pittorica.
Una sottile catenina d’oro le cinge il collo per lasciare appoggiare sul seno un prezioso monile sul quale è incastonato un grosso rubino presidiato da tre perle naturali. Il gioiello si abbina ad un altro simile appoggiato sulla mensola dietro di lei. Ci ricorda che ciò che vediamo non è la sua immagine reale ma semplicemente l’idea trascendente della sua presenza.
L’immagine di Giovanna emerge dallo sfondo scuro di una nicchia che contribuisce a dare il senso di profondità all’opera facendone emergere pienamente l’imponente bellezza della figura.
Nella parte superiore della mensola è appeso un rosario di corallo, simbolo della Passione di Cristo. Le estremità della collana pendono rettilinee dando evidenza alla nobile verticalità della figura e puntando su un cartiglio di pergamena sopra un libro sacro.
Alla maniera fiamminga, contiene un epigramma di Marziale. Evoca l’inadeguatezza dell’arte a presentare la nobile purezza d’animo di Giovanna: ARS UTINAM MORES ANIMVMQUE EFFINGERE POSSES PVLCHRIOR IN TERRIS NVLLA TABELLA FORET (Magari l’arte potesse ritrarre i costumi e l’anima, al mondo non vi sarebbe un quadro più bello.)
Ritratto di Giovanna degli Albizi in Tornabuoni, 1488. Tempera su tavola, 75,5 x 49,5 cm. Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid.
La cacciata dell'Invidia e della Fortuna da parte della Virtù , Sala del Camino, Casa Vasari, Arezzo.
Riguardo a questo affresco, Vasari scrisse: “La Virtù che ha sotto i
piedi l’Invidia e, presa la Fortuna per i capegli, bastona l’una e
l’altra; e quello che molto allora piacque sì fu che, in girando la sala
attorno, et essendo in mezzo la Fortuna, viene talvolta l’Invidia a
esser sopra essa Fortuna e Virtù, e d’altra parte la Virtù sopra
l’Invidia e Fortuna, sì come si vede che aviene spesse volte veramente”
Io sono meno impaziente del vento, tuttavia devo andare.
Per noi, viandanti eternamente alla ricerca della via più solitaria,
non inizia il giorno dove un altro giorno finisce, e nessuna aurora ci
trova dove ci ha lasciato al tramonto.
Anche quando dorme la terra, noi procediamo nel viaggio. Siamo i semi della tenace pianta, ed è nella nostra maturità e pienezza di cuore che veniamo consegnati al vento e dispersi.
Nella citta’ vecchia c’e’ una stradina stretta stretta dove non si incontra mai nessuno.
Sotto una piccola terrazzaspesso ci incontriamo per raccontarcistorie di abbracci e di baci.
Attraverso un foro nel murocerchiamo il panorama della campagna circostanteche alimenta i suoni ed esalta gli aromi
Nei campi coltivatiguardiamo ombre di contadiniche graffiano sulla terra i loro destini.
Poco distantearnie colorate traboccano di api e di miele.In questo angolo di quietesi respira nell’aria l’odore della terra e le nostre carezze sono leggerecome le brezze delle sere.
Confermando precedenti esperimenti, il satellite WMAP ha dimostrato
che la materia visibile che ci circonda (comprese le montagne, i
pianeti, le stelle e le galassie) non è che un insignificante
quattro per cento del contenuto totale di massa ed energia
dell’universo. (La maggior parte di questo quattro per cento è
sotto forma di idrogeno ed elio, ed è probabile che solo lo 0,03
sia costituito dagli elementi più pesanti.)
In realtà la maggior
parte dell’universo è formata da un materiale misterioso e
invisibile, la cui natura è totalmente sconosciuta. Gli elementi
familiari che formano il nostro mondo costituiscono solamente lo 0,03 per cento dell’universo. In un certo senso, la scienza è stata
riportata indietro di secoli, a prima della nascita dell’ipotesi
atomica, con i fisici alle prese con il fatto che l’universo è
dominato da forme di materia ed energia interamente nuove e
sconosciute.
Secondo WMAP, il 23 per cento dell’universo è
composto da una sostanza strana e indeterminata detta materia oscura:
essa è dotata di peso, circonda le galassie con aloni giganteschi,
ma è totalmente invisibile. La materia oscura è così diffusa e
abbondante che nella nostra galassia, la Via Lattea, la sua massa è
dieci volte superiore a quella di tutte le stelle. Sebbene
invisibile, questa strana materia oscura può essere osservata
indirettamente dagli scienziati poiché essa devia la luce, proprio
come una lente di vetro, e può dunque essere individuata grazie
all’entità della distorsione ottica che introduce.
Forse, però, la
sorpresa più grande provocata dai dati di WMAP, dati che hanno messo
in subbuglio la comunità scientifica, sta nel fatto che il 73 per
cento dell’universo, di gran lunga la frazione principale, è
composto da una forma di energia completamente sconosciuta nota come
energia oscura, ovvero l’energia invisibile nascosta nel vuoto
dello spazio. Introdotta dallo stesso Einstein nel 1917 e da lui
stesso messa successivamente da parte (la definì «la mia più
grossa cantonata»), l’energia oscura, o energia del nulla, o dello
spazio vuoto, sta riemergendo ora come la forza motrice di tutto
l’universo. Si ritiene attualmente che essa generi un nuovo campo
antigravitazionale che è all’origine dell’allontanamento delle
galassie. Il destino finale dell’universo stesso sarà determinato
dall’energia oscura.
Il
cuore come dice Pascal ha le sue ragioni che la ragione non
conosce.
La passione e' distruttiva.Ha distrutto Antonio e
Cleopatra,Tristano ed isotta.
E se non distrugge perisce.
Puo' darsi
allora che ci si trovi alle prese con la desolante consapevolezza di
aver sprecato gli anni della nostra vita, di esserci coperti di
vergogna,di aver sopportato i morsi tremendi della gelosia,
inghiottito le piu' amare mortificazioni, di aver speso tutta la
nostra anima per una povera sgualdrina, uno sciocco,un piolo da
appenderci i sogni, che non valeva una striscia di gomma da
masticare.
La Fonte della giovinezza è una leggendaria sorgente simbolo
d'immortalità e di eterna gioventù che appare nella mitologia medievale e
classica.
Secondo la leggenda l'acqua della fonte, le cui sorgenti si troverebbero
nel giardino dell'Eden, guarisce dalla malattia e ringiovanisce chi ci
si bagna
La ricerca della fonte della giovinezza
potrebbe essere arrivata alla fine. Un gruppo di scienziati russi e
svedesi ha appena pubblicato uno studio che si annuncia come
rivoluzionario, grazie ai risultati di un lavoro congiunto condotto tra
Lomonosov Moscow State University e Università di Stoccolma. L’articolo,
pubblicato su Aging, mostra in che modo un composto a base di
un antiossidante artificiale – mescolato nell’acqua – è stato in grado
di rallentare l’invecchiamento in un gruppo di topolini geneticamente
modificati e programmati per diventare vecchi e morire prima del tempo.
Non solo, la ricerca ha già prodotto delle speciali gocce oculari
anti-età (approvate in Russia), e si sta sperimentando
una formulazione da bere che, spiegano i ricercatori, potrebbe essere
approvata entro 2-3 anni. Ma di che si tratta? Gli scienziati hanno
sperimentato con successo un nuovo composto, chiamato SkQ1 e mirato ai
mitocondri, le centrali energetiche della cellula. L’antiossidante è
stato sviluppato alla Moscow State University dal più citato biologo
russo: Vladimir Skulachev. Gli esperimenti sono stati condotti su un
ceppo speciale di topi geneticamente modificati creati in Svezia: una
singola mutazione introdotta nel loro genoma comporta una mutagenesi
accelerata nei mitocondri. Questo – riferiscono i ricercatori – porta i
mutanti a un invecchiamento accelerato, e gli animali vivono meno di un
anno, contro i 2 e più dei topolini normali. La mutazione, infatti,
promuove lo sviluppo di molti difetti legati all’età, associati proprio
all’attività mitocondriale e all’iperproduzione di radicali liberi.
Huyendo de la crítica (fuga dalla critica) - Pere Borrel del Caso
Pere Borrell del Caso, pittore realista
la cui opera più nota è senza dubbio “Huyendo de la crítica” (fuga dalla
critica) attualmente appartenente alla collezione della Banca di Spagna
a Madrid ove è conservato. Il dipinto è uno stupendo esempio di pittura
d’illusione “trompe l’oeil” realizzato nel 1874, rappresenta un ragazzo
in un evidente atto di ribellione sottolineato anche dalla camicia
aperta scompostamente scivolata da un lato che scopre una spalla. Lo
sguardo è atterrito, quasi sgomento, nell’osservare dal suo punto di
vista, quell’omologazione bieca, quasi un lebbrosario improduttivo degli
specialismi, autoreferenziali della critica d’arte, letteraria,
filologica, fatta talvolta da ottuse persone. Una rivendicazione esibita
quindi che si manifesta nel ragazzo che tenta attraverso l’atto di
scavalcare la cornice, di superare il fermo palustre per impossessarsi
di uno spazio più vero e reale con cui provare a instillare una
coscienza critica nell’osservatore, quasi a volerlo prendere per mano e
dirgli “guarda, guarda bene”. Borrell trasferisce efficacemente con
questo dipinto, quell’urgente bisogno di ritornare a vedere la realtà e
non continuare con l’illusione di un “trompe l’oeil”. Un coraggioso
balzo nel vuoto per sfuggire dalle costrizioni del conformismo. Ma è
anche suggestione di un paradosso tra spazio esistenziale ed intimo,
come a dire fuggire da se stessi per trovare la via del ritorno. Un
osservare verso noi, ma anche osservazione dell’altro da sé e verso noi,
in questo magnifico gioco di illusione/realtà.
Sono trascorsi diversi anni ed ho sempre vissuto libero; lasciatemi finire libero
la mia vita; quando sarò morto voglio che questo si dica di me: Non
ha fatto parte di alcuna scuola, di alcuna chiesa, di alcuna
istituzione, di alcuna accademia e men che meno di alcun sistema:
l'unica cosa a cui è appartenuto è stata la libertà.
Se devi amarmi, per null'altro sia se non che per amore.
Mai non dire:
"L'amo per il sorriso, per lo sguardo, la gentilezza del parlare, il modo di pensare così conforme al mio, che mi rese sereno un giorno". Queste son tutte cose che posson mutare, Amato, in sé o per te, un amore così sorto potrebbe poi morire. E non amarmi per pietà di lacrime che bagnino il mio volto. Può scordare il pianto chi ebbe a lungo il tuo conforto, e perderti. Soltanto per amore amami e per sempre, per l'eternità.
Fermate gli orologi, tagliate i fili del telefono e regalate un osso al
cane, affinché non abbai. Faccia silenzio l'orologio, tacciano i
risonanti tamburi, che avanzi la bara, che vengano gli amici dolenti.
Lasciate che gli aerei volteggino nel cielo e scrivano l'odioso
messaggio: lui è morto.
Guarnite di crespo il collo bianco dei piccioni e
fate che il vigile urbano indossi lunghi guanti neri. Lui era il mio
nord, era il mio sud, era l'oriente e l'occidente, i miei giorni di
lavoro, i miei giorni di festa, era il mezzodì, la mezzanotte, la mia
musica, le mie parole.
Credevo che l'amore potesse durare per sempre.
Beh, era un'illusione.
Offuscate tutte le stelle, perché non le vuole
più nessuno. Buttate via la luna, tirate giù il sole, svuotate gli
oceani e abbattete gli alberi. Perché da questo momento niente servirà
più a niente. ...
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ognigiorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi nonrischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero subianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davantiall'errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sullavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire unsogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chinon ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamentechi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi nonfa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando glichiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivorichiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto direspirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
C’era una volta un contadino cinese al quale era scappato un cavallo.
Tutti i vicini cercarono di consolarlo, ma il vecchio cinese,
calmissimo, rispose: “Non e' detto che sia una sfortuna!”. Accadde
infatti che, il giorno dopo, proprio il cavallo che era fuggito
ritornasse spontaneamente alla fattoria, portandosi dietro cinque
cavalli selvaggi. I vicini, allora, si precipitarono dal vecchio
cinese per congratularsi con lui, ma questi li fermò dicendo:” Non e'
detto che sia una fortuna!”. Alcuni giorni dopo, il figlio del
contadino, cavalcando uno di questi cavalli selvaggi, cadde e si ruppe
una gamba. Nuove frasi di cordoglio dei vicini e solito commento del
vecchio cinese: “Non e' detto che sia una sfortuna!”. Manco a farlo
apposta, infatti, scoppiò una guerra e l’unico a salvarsi fu proprio il
figlio del contadino che, essendosi rotto una gamba, non era potuto
partire per il fronte.
Comportati
così, amico/a mio, rivendica il tuo diritto su te stesso e il tempo che
fino ad oggi ti veniva portato via o carpito o andava perduto
raccoglilo e fanne tesoro.
Convinciti che è proprio così, come ti scrivo:
certi momenti ci vengono portati via, altri sottratti e altri ancora si
perdono nel vento. Ma la cosa più vergognosa è perder tempo per
negligenza.
Pensaci bene: della nostra esistenza buona parte si dilegua
nel fare il male, la maggior parte nel non far niente e tutta quanta
nell'agire diversamente dal dovuto.
Puoi indicarmi qualcuno che dia
un giusto valore al suo tempo, e alla sua giornata, che capisca di
morire ogni giorno?
Ecco il nostro errore: vediamo la morte davanti a
noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene
alla morte la vita passata.
Dunque,amico/a caro/a, fai quel che mi
scrivi: metti a frutto ogni minuto; sarai meno schiavo del futuro, se ti
impadronirai del presente.
Tra un rinvio e l'altro la vita se ne va. Niente
ci appartiene, amico/a, solo il tempo è nostro.
La natura ci ha reso
padroni di questo solo bene, fuggevole e labile: chiunque voglia può
privarcene.
Gli uomini sono tanto sciocchi che se ottengono beni
insignificanti, di nessun valore e in ogni caso compensabili, accettano
che vengano loro messi in conto e, invece, nessuno pensa di dover niente
per il tempo che ha ricevuto, quando è proprio l'unica cosa che neppure
una persona riconoscente può restituire.
Dove
sono Elmer, Herman, Bert, Tom e Charley, l'abulico, l'atletico, il
buffone, l'ubriacone, il rissoso?
Tutti, tutti, dormono sulla
collina.Uno trapassò in una febbre, uno fu arso in miniera, uno fu
ucciso in rissa, uno morì in prigione, uno cadde da un ponte
lavorando per i suoi cari - tutti, tutti dormono, dormono, dormono
sulla collina.
Dove sono Ella, Kate, Mag, Edith e Lizzie, la tenera,
la semplice, la vociona, l'orgogliosa, la felice? Tutte, tutte,
dormono sulla collina.
Una morì di un parto illecito, una di amore
contrastato, una sotto le mani di un bruto in un bordello, una di
orgoglio spezzato, mentre anelava al suo ideale, una inseguendo la
vita, lontano, in Londra e Parigi, ma fu riportata nel piccolo spazio
con Ella, con Kate, con Mag - tutte, tutte dormono, dormono, dormono
sulla collina.
Dove sono zio Isaac e la zia Emily, e il vecchio Towny
Kincaid e Sevigne Houghton, e il maggiore Walker che aveva conosciuto
uomini venerabili della Rivoluzione? Tutti, tutti, dormono sulla
collina.
Li riportarono, figlioli morti, dalla guerra, e figlie
infrante dalla vita, e i loro bimbi orfani, piangenti - tutti, tutti
dormono, dormono, dormono sulla collina.
Dov'è quel vecchio suonatore
Jones che giocò con la vita per tutti i novant'anni, fronteggiando
il nevischio a petto nudo, bevendo, facendo chiasso, non pensando né
a moglie né a parenti, né al denaro, né all'amore, né al cielo?
Eccolo! Ciancia delle fritture di tanti anni fa, delle corse di tanti
anni fa nel Boschetto di Clary, di ciò che Abe Lincoln disse una
volta a Springfield.
Dall' "Antologia di Spoon River"di
Edgar Lee Masters
Testo modificato da Fabrizio de Andre'
Dove se n'è andato Elmer che di febbre si lasciò morire Dov'è Herman bruciato in miniera.Dove sono Bert e Tom il primo ucciso in una rissa e l'altro che uscì già morto di galera.E cosa ne sarà di Charley che cadde mentre lavorava dal ponte volò e volò sulla strada.Dormono, dormono sulla collina dormono, dormono sulla collina.Dove sono Ella e Kate morte entrambe per errore una di aborto, l'altra d'amore.E Maggie uccisa in un bordello dalle carezze di un animale e Edith consumata da uno strano male.E Lizzie che inseguì la vita lontano, e dall'Inghilterra fu riportata in questo palmo di terra.Dormono, dormono sulla collina dormono, dormono sulla collina.Dove sono i generali che si fregiarono nelle battaglie con cimiteri di croci sul pettodove i figli della guerra partiti per un ideale per una truffa, per un amore finito malehanno rimandato a casa le loro spoglie nelle bandiere legate strette perché sembrassero intere.Dormono, dormono sulla collina dormono, dormono sulla collina.Dov'è Jones il suonatore che fu sorpreso dai suoi novant'anni e con la vita avrebbe ancora giocato.Lui che offrì la faccia al vento la gola al vino e mai un pensiero non al denaro, non all'amore né al cielo.Lui sì sembra di sentirlo cianciare ancora delle porcate mangiate in strada nelle ore sbagliatesembra di sentirlo ancora dire al mercante di liquore "Tu che lo vendi cosa ti compri di migliore?"
Ho orrore di tutte le verità assolute,delle loro applicazioni
totali,dei loro presunti detentori d'ogni risma.
Prendete una
verità,portatela con cautela ad altezza d'uomo,guardate chi
colpisce,chi uccide,cosa risparmia,cosa elimina,annusatela a
lungo,accertatevi che non puzzi di cadavere,assaggiatela tenendola un
po' sulla lingua,ma siate sempre pronti a sputarla
immediatamente.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere; se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare, non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre, ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo, ti auguro tempo perchè te ne resti: tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guardarlo sull'orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso, per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.