Da nulla quindi bisogna guardarsi meglio che dal seguire come fanno le pecore il gregge che ci cammina davanti dirigendoci non dove si deve andare ma dove tutti vanno.E niente ci tira addosso i mali peggiori come l'andar dietro alle chiacchiere della gente convinti che le cose accettate per generale consenso siano le migliori e che, dal momento che gli esempi che abbiamo sono molti, sia meglio vivere non secondo ragione, ma per imitazione. Di qui tutta questa caterva di uomini che crollano gli uni sugli altri.Quello che accade in una gran folla di persone, quando la gente si schiaccia a vicenda (nessuno cade, infatti, senza trascinare con sé qualche altro, e i primi provocano la caduta di quelli che stan dietro).
Monday, December 28, 2020
Pecore....
Da nulla quindi bisogna guardarsi meglio che dal seguire come fanno le pecore il gregge che ci cammina davanti dirigendoci non dove si deve andare ma dove tutti vanno.E niente ci tira addosso i mali peggiori come l'andar dietro alle chiacchiere della gente convinti che le cose accettate per generale consenso siano le migliori e che, dal momento che gli esempi che abbiamo sono molti, sia meglio vivere non secondo ragione, ma per imitazione. Di qui tutta questa caterva di uomini che crollano gli uni sugli altri.Quello che accade in una gran folla di persone, quando la gente si schiaccia a vicenda (nessuno cade, infatti, senza trascinare con sé qualche altro, e i primi provocano la caduta di quelli che stan dietro).
Saturday, December 26, 2020
Il tempo
Liberati del tempo.
Se infatti apriamo i nostri occhi risulta che non esiste altro tempo che questo istante e che il passato ed il futuro sono astrazioni senza mai concreta realta’.
Finche' cio' non sia diventato chiaro,sembra che la nostra vita sia tutto passato e futuro e che il presente non sia niente di piu' che quel capello infinitesimale che li divide.Ne consegue la sensazione di non aver tempo di un mondo che si affretta con tale rapidita' che e' trascorso prima che noi lo abbiamo goduto.Ma attraverso il risveglio all'istante si capisce che tale impressione e' l'opposto della verita',e' piuttosto il passato ed il futuro che sono illusioni effimere e il presente che e' eternamente reale.
La debolezza e' amica della vita...
Un uomo al suo nascere e' tenero e debole,quando egli muore e' rigido e duro.o
Quando le cose e le piante sono vive esse sono flessibili e tenere,quando esse sono morte diventano fragili e secche.
La rigidita' e la durezza sono compagne della morte.
La docilita' e la morbidezza sono compagne della vita.Percio' quando un esercito e' ostinato esso perdera' la battaglia.
Quando un albero e' duro esso sara' abbattuto.
l grande ed il forte appartengono alla parte bassa dell'albero i cedevoli ed i deboli fanno parte della cima.
Dal libro "Educazione sentimentale di G.Flaubert"
....Mi sembrava che la sua persona, che ogni suo minimo gesto fossero le cose più importanti del mondo. Il mio cuore era polvere che si sollevava dietro i suoi passi. Lei, per me, era come la luna in una notte d’estate: una notte tutta piena di profumi, dolcissime ombre, candori, orizzonti infiniti… E il suo nome che ripetevo a me stesso, che cercavo di baciare sulle mie labbra, conteneva tutte le delizie della carne e dell’anima… Non vedevo niente, non immaginavo niente al di là di questo.....
Thursday, December 24, 2020
Il nostro Destino
Qualche
volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta
incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi
l'andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora
cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo
passo. Questo si ripete infinite volte come una danza sinistra col dio
della morte prima dell'alba. Perché quel vento non è qualcosa che è
arrivato da lontano, indipendente da te. E' qualcosa che hai dentro.
Quel vento sei tu. Perciò l'unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel
vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far
entrare la sabbia. Attraversarlo, un passo dopo l'altro. Non troverai
sole né luna, nessuna direzione, e forse nemmeno il tempo. Soltanto una
sabbia bianca, finissima, come fatta di ossa polverizzate, che danza in
alto nel cielo. Devi immaginare questa tempesta di sabbia. E
naturalmente dovrai attraversarla quella violenta tempesta di sabbia. E'
una tempesta metafisica e simbolica. Ma per quanto metafisica e
simbolica lacera la carne come mille rasoi. Molte persone verseranno il
loro sangue e anche tu forse verserai il tuo. Sangue caldo e rosso. Che
ti macchierà le mani. E' il tuo sangue, e anche sangue di altri.
Poi,
quando la tempesta sarà finita probabilmente non saprai neanche tu come
hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche
sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è
che tu uscito da quel vento non sarai lo stesso che vi è entrato. Sì,
questo è il significato di quella tempesta di sabbia.
“Kafka sulla spiaggia” di Murakami Haruki
Buon Natale
A Natale non si fanno cattivi
pensieri ma chi è solo
lo vorrebbe saltare
questo giorno.
A tutti loro auguro di
vivere un Natale
in compagnia.
Un pensiero lo rivolgo a
tutti quelli che soffrono
per una malattia.
A coloro auguro un
Natale di speranza e di letizia.
Ma quelli che in questo giorno
hanno un posto privilegiato
nel mio cuore
sono i piccoli mocciosi
che vedono il Natale
attraverso le confezioni dei regali.
Agli adulti auguro di esaudire
tutte le loro aspettative.
Per i bambini poveri
che non vivono nel paese dei balocchi
auguro che il Natale
porti una famiglia che li adotti
per farli uscire dalla loro condizione
fatta di miseria e disperazione.
A tutti voi
auguro un Natale con pochi regali
ma con tutti gli ideali realizzati.
By Alda Merini
La felicita'
Non e' quella che si insegue a vent'anni, quando,come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi...
La felicità non e' quella che affannosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente,...
non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...,
la felicità non e' quella di grattacieli da scalare,di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità e' fatta di cose piccole ma preziose....
...e impari che il profumo del caffé al mattino e' un piccolo rituale di felicità,che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore,che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità,che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità e' fatta di emozioni in punta di piedi,di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore,che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto,che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.
E impari che l'amore e' fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco,di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina,leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.
E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato,sono piccoli attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo e' una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...
E impari che c'e' felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri,che c'e' qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E impari che nonostante le tue difese,nonostante il tuo volere o il tuo destino,in ogni gabbiano che vola c'e' nel cuore un piccolo-grande Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.
Un giorno trovero' un parola!
Un giorno troverò una parola
che penetri il tuo corpo e ti fecondi,
che si posi sul tuo seno
come una mano aperta e chiusa al tempo stesso.
Incontrerò una parola
che trattenga il tuo corpo e lo faccia girare,
che contenga il tuo corpo
e apra i tuoi occhi come un dio senza nubi
e usi la tua saliva
e ti pieghi le gambe.
Tu forse non la sentirai
o forse non la capirai.
Non è necessario.
Vagherà dentro di te come una ruota
fino a percorrerti da un estremo all’altro,
donna mia e non mia
e non si fermerà neanche quando tu morirai.
Il corvo

Era una cupa mezzanotte e mentre stanco meditavo su bizzarri volumi di
un sapere remoto.Con il capo reclino mi ero quasi assopito ed
all'improvviso udii bussare leggermente alla porta.C'è qualcuno mi dissi
che bussa alla mia porta.Solo questo e nulla più. Ah, ricordo
chiaramente quel dicembre desolato dalle braci morenti scorgevo i
fantasmi al suolo.Bramavo il giorno e invano domandavo ai miei libri.Un
sollievo al dolore per la perduta Lenore.La rara radiosa fanciulla che
gli angeli chiamano Lenore e che nessuno, qui, chiamerà mai più.E al
triste incerto fruscio delle tende rabbrividivo.C'e qualcuno alla porta,
che chiede di entrare.Qualcuno attardato che mi chiede di entrare.Poi
mi feci coraggio e senza più esitare dissi "Signore o Signora vi prego,
perdonatemi".Ma ero un po' assopito ed il vostro lieve tocco,il vostro
così debole bussare mi ha fatto dubitare di avervi veramente udito. Qui
spalancai la porta.C'erano solo tenebre e nulla più. Stupefatto,
impaurito sognai sogni che mai si era osato sognare.Ma nessuno violò
quel silenzio e soltanto una voce, la mia,bisbigliò la parola Lenore e
un eco rispose:Lenore. Solo quello e nulla più.Rientrai nella mia stanza
con l'anima che bruciava.Ma ben presto, di nuovo, si udì battere
fuori.E più forte di prima. Certo dissi è qualcosa proprio alla mia
finestra: esplorerò il mistero,renderò pace al cuore, esplorerò il
mistero.Ma è solo il vento, nulla più. Allora spalancai le imposte e
sbattendo le ali entrò un Corvo maestoso dei tempi antichi che non fece
un inchino né si fermò un istante.E con aria di dame o di gran
gentiluomo si appollaiò su un busto di Palladie sulla porta.Si posò, si
sedette, e nulla più.Poi quell'uccello d'ebano col suo austero decoro
indusse ad un sorriso le mie fantasie.Benché dissi rasata sia la tua
cresta, un vile non sei, orrido, antico Corvo venuto da notturne
rive.Qual è il tuo nome nobile sulle plutonie rive?
Disse il Corvo: Mai più.
Ma
quel Corvo posato solitario sul placido busto,come se tutta l'anima
versasse in quelle parole altro non disse immobile, senza agitare
piuma.Finché non mormorai: "Altri amici di già sono volati via".Lui se
ne andrà domani, volando con le mie speranze.
Allora disse il Corvo: Mai più.
Trasalii
al silenzio interrotto da un dire tanto esatto.Parole mi dissi che sono
la sua scorta sottratta a un padrone braccato dal disastro,
perseguitato finché un solo ritornello non ebbe i suoi canti.
Un ritornello cupo, i canti funebri della sua Speranza:Mai, mai più.
Rasserenando
ancora il Corvo le mie fantasie sospinsi verso di lui, verso quel busto
e la porta, una poltrona dove affondai tra fantasie diverse.Cosa mai
quel sinistro, infausto e torvo animale antico potesse voler dire
gracchiando Mai più.
Sedevo in congetture senza dire parola
all'uccello i cui occhi di fuoco mi ardevano in cuore.Cercavo di capire,
chino il capo sul velluto dei cuscini dove assidua la lampada
occhieggiava sul viola del velluto.E che purtroppo Lei non premerà mai
più.Infelice esclamai Dio ti manda un nepente dagli angeli a lenire il
ricordo di Lei.Dunque bevilo e dimentica la perduta tua Lenore!
Disse il Corvo Mai più.
Profeta,
figlio del male e tuttavia profeta, se uccello tu sei o demonio, se il
maligno io dissi ti manda o la tempesta, desolato ma indomito su una
deserta landa incantata, in questa casa inseguita dall'Orrore,Io ti
imploro, c'è un balsamo, dimmi, un balsamo in Galaad?
Disse il Corvo: Mai più.
Profeta,
figlio del male e tuttavia profeta, se uccello tu sei o demonio, per il
Cielo che si china su noi.Per il Dio che entrambi adoriamo, dì a
quest'anima afflitta se nell'Eden lontano riavrà quella santa
fanciulla.La rara raggiante fanciulla che gli angeli chiamano Lenore.
Disse il Corvo: Mai più.
Siano
queste parole d'addio alzandomi gridai uccello o creatura del male,
ritorna alla tempesta. Alle plutonie rive e non lasciare una sola piuma
in segno della tua menzogna.Intatta lascia la mia solitudine.Togli il
becco dal mio cuore e la tua figura dalla porta.
Disse il Corvo: Mai più.
E
quel Corvo senza un volo siede ancora, siede ancora sul pallido busto
di Pallade sulla mia porta.E sembrano i suoi occhi quelli di un diavolo
sognante.
E la luce della lampada getta a terra la sua ombra.E
l'anima mia dall'ombra che galleggia sul pavimento non si solleverà Mai
più mai più.
By "Edgar Allan Poe"
Wednesday, December 23, 2020
I messaggi del corpo
Mentre noi parliamo con gli altri c'e' un continuo movimento del nostro
corpo che invia messaggi senza che noi ne siamo consciamente al
corrente.Sono segnali che spesso indicano rifiuto o accettazione della
nostra persona.
Semaforo Verde
Al
primo incontro: guardare negli occhi per un periodo più lungo di quello
dettato dalla cortesia. Occhiata falsamente casuale al corpo.
Aggiustarsi l'abito, ravvivarsi i capelli, sistemare la cravatta o il trucco.
Raddrizzare
il portamento, petto in fuori e pancia in dentro. Parlare lentamente e
con tono pacato. La qualità della voce è tra le prime ad essere alterata
dall'interesse verso un'altra persona. Durante la conversazione
sorridere spesso, annuire anche impercettibilmente, piegando il capo
sulla spalla. Tenere le braccia ben discoste dal corpo e le mani aperte.
Giocherellare con un oggetto (un bicchiere, un mazzo di chiavi, ecc.).
Cercare
un contatto apparentemente innocente (sistemargli il bavero della
giacca, prendergli un polso per vedere l'ora). Mostrare il palmo della
mano e il polso, mentre con l'altra mano si accarezza i capelli o altre
parti del corpo.
Semaforo Rosso
Ginocchia
incrociate, gambe strette, piedi uniti. Braccia incrociate sul
petto.Mani unite in grembo o che stringono uno il polso dell'altra,
all'altezza del seno. Coprirsi il viso con le mani. Tenere un bicchiere
in mano fra se e l'altra persona. Toccarsi il naso o passarsi una mano
sulla nuca guardandosi intorno. Mordicchiarsi le labbra o muovere
nervosamente un piede. Evitare ogni contatto fisico, anche accidentale.
Il genere umano viene davvero dalle stelle?
E’ un’ipotesi sicuramente interessante quella pubblicata qualche anno fa dal Daily Mail, che nasce da una ricerca scientifica eseguita dal Prof. Ralph Pudritz , docente della McMaster University di Hamilton nell’Ontario.Dopo aver ormai individuato le sostanze chimiche che sono alla base del DNA umano, i ricercatori starebbero ora valutando la probabilità che le stesse sostanze possano essere presenti in tutto il cosmo e costituire il fondamento della vita “universale”. In poche parole si ipotizzerebbe la presenza di un unico codice genetico primario che potrebbe aver generato la vita anche altrove ed essere stato trasportato sugli altri pianeti all’interno dei meteoriti.Queste sostanze molto semplici, non avendo un gran bisogno di calore e di pressione come succede per altri acidi complessi, potrebbero tranquillamente sopravvivere anche in ambienti totalmente ostili quali ad esempio un pianeta privo di atmosfera o addirittura nello spazio profondo. Se così fosse, tutto ciò che rappresenta la vita sul nostro pianeta e potenzialmente nel resto dell’universo potrebbe derivare da un DNA unico o perlomeno molto simile.Questo non vuol dire necessariamente che l’uomo e gli alieni siano uguali, perché avere un DNA simile non significa possedere lo stesso aspetto. Ad esempio, se prendessimo in considerazione il DNA di una zucca, ci accorgeremmo che per l’80% risulterebbe molto simile a quello umano senza avere, evidentemente, il medesimo aspetto dell’uomo. La stessa cosa avviene anche tra esseri della stessa specie: se ci recassimo ad esempio in uno zoo, ci accorgeremmo delle evidenti diversità fisiche tra le specie animali che hanno tutte un DNA simile ma sicuramente un aspetto differenziato.
Tuesday, December 22, 2020
Le leggi della genetica ci dicono che....
La conoscenza delle leggi della genetica da parte dell’uomo sta modificando non solo il pianeta, ma anche la nostra cultura, in nostro modo di pensare ed il nostro modo di essere nel mondo. La genetica inizia con la scoperta delle leggi di Mendel nell’800 ma l’anno della svolta, che renderà possibile gli sviluppi dell’ingegneria genetica è il 1953, anno in cui Crick e Watson scoprirono la doppia elica del DNA. Da allora, in decine di anni, sono stati fatti passi da gigante: è stato decifrato il codice genetico dell’uomo, ma anche quello di diverse specie animali e vegetali, si sono scoperte le cause di numerose malattie, si è preso coscienza che le somiglianze o le diversità tra le specie dipendono da un ristrettissimo numero di geni. Insomma, la genetica ci ha spiegato che il nostro DNA differisce da quello di uno scimpanzé soltanto per il 2%, che, sempre da un punto di vista genetico, siamo più simili al corallo che non al topo con il quale condividiamo il 90% dei geni. Con le piante condividiamo tra il 20 ed il 50% dei geni e “condividere un gene” significa che quel gene in comune con una pianta può essere teoricamente trasferito nell’uomo o viceversa continuando ad esprimere lo stesso carattere genetico. O meglio il gene, una volta spostato da una specie o da un genere all’altro, continua a fare il suo lavoro in armonia con il resto del genoma.
Se le scoperte della genetica hanno dimostrato che esiste un’unità tra tutte le forme viventi e che esse nascono, crescono e muoiono in base alle stesse leggi, ha anche messo in crisi le categorie create nei secoli scorsi per classificare le diverse forme di vita (famiglie, generi, specie ecc.) facendo perdere di senso ai vecchi schemi che vedevano l’uomo come il fine dell’evoluzione. Infatti sorprende che siamo molto simili allo scimpanzé e molto diversi dall’orangutango che pure sembra assomigliarci di più. Ma sorprende anche il fatto che possa dipendere da uno o più geni inseriti in una catena di migliaia il fatto che una persona sia più o meno intelligente o predisposta a una determinata malattia così come la lunghezza della vita dipenda da una sequenza scritta a caso ed in un determinato modo e dalle condizioni ambientali. Basterebbe rimuovere o cambiare quel gene per rendere la vita di un individuo diversa. Tutto ciò allarma ed è causa di ansie, paure ma anche di speranze.
Il legame tra padre e figlio
La più antica tra le società, e la sola naturale, è la Famiglia. Tuttavia i figli restano legati al padre solo per il periodo in cui hanno bisogno di lui per mantenersi in vita. Appena questo bisogno cessa, il legame naturale si scioglie. Una volta i figli esentati dall'obbedienza che dovranno al padre, e il padre esentato dalle cure che doveva ai figli, tutti rientrano egualmente nell'indipendenza. Se continuano a restare uniti, ciò non accade più naturalmente, ma volontariamente; e la famiglia stessa si conserva soltanto per convenzione.
Fonte: https://le-citazioni.it/autori/jean-jacques-rousseau/
Fonte: https://le-citazioni.it/autori/jean-jacques-rousseau/
Fonte: https://le-citazioni.it/autori/jean-jacques-rousseau/
Fonte: https://le-citazioni.it/autori/jean-jacques-rousseau/
Fonte: https://le-citazioni.it/autori/jean-jacques-rousseau/
Fonte: https://le-citazioni.it/frasi/139294-jean-jacques-rousseau-la-piu-antica-tra-le-societa-e-la-sola-naturale/
Fonte: https://le-citazioni.it/frasi/139294-jean-jacques-rousseau-la-piu-antica-tra-le-societa-e-la-sola-naturale/
Fonte: https://le-citazioni.it/autori/jean-jacques-rousseau/
Saturday, December 19, 2020
Animale metafisico
L'uomo è un animale metafisico, il quale vorrebbe che l'universo esistesse solo per lui, ma l'universo lo ignora, e l'uomo si consola di questa indifferenza popolando lo spazio di dèi, dèi fatti a sua immagine.
Il mio credo
Corta e travagliata e’ la nostra vita.
Non c’e’ rimedio quando per l’uomo
e’ giunta la fine.
Del sepolcro non e’ mai tornato nessuno.
Perche’ siamo figli del caso e dopo saremo
come se non ci fossimo stati poiche’ il
soffio vitale delle nostre narici e’ solo
fumo e le nostre parole scintilla
effimera nel moto del cuore.
Spenta la quale il corpo diverra’ cenere
e lo spirito si disperdera’ come aria sottile.
E il nostro nome col tempo sara’ dimenticato
e nessuno ricordera’ piu’ le nostre azioni
e la nostra vita’ passera’ come la traccia
di una nube e si dissolvera’come nebbia
inseguita dai raggi del sole sopraffatta dal suo calore.
Perche’ il nostro tempo e’ come un ombra
che passa e finito che sia non ricomincia.
E’ stato posto il sigillo.Nessuno ritorna.
Venite dunque godiamo dei beni presenti.
Usiamo presto di quello che esiste
e della giovinezza.
Riempiamoci di vino squisito e profumi.
Che nessuno fiore della primavera ci sfugga.
Incoroniamoci di boccioli di rose prima
che appassiscono tutti.
Nessuno di noi manchi alla nostra baldoria.
Lasciamo dovunque segni del nostro
piacere perche’ e’ questa
la nostra porzione e parte di eredita'.Friday, December 18, 2020
Un invito ad una festa solo per scienziati
Pierre e Marie Curie irradiarono entusiasmo.
Einstein pensò che sarebbe stato relativamente facile parteciparvi.
Volta si sentì elettrizzato.
Ampere non ne fu messo al corrente.
Ohm da principio oppose resistenza.
Boyle disse che era troppo sotto pressione.
Edison pensò che sarebbe stata un'esperienza illuminante.
Watt rispose che sarebbe giunto a tutto vapore.
Stephenson si mise a sbuffare come una locomotiva.
Wilburn Wright e il fratello si sentirono volare.
Il dottor Jekyll declinò, dicendo che ultimamente non era sé stesso.
Morse avrebbe preso la linea 2 e sarebbe arrivato alle 8 in punto.
Franklin disse che sarebbe arrivato in un lampo.
Marconi disse che prima doveva farsi dei radar per il mal di schiena.
Meucci avrebbe telefonato per conferma.
Von Braun sarebbe arrivato come un missile.
Fermi disse che era una notizia atomica!!!
Pasteur disse che prima doveva prelevare un antivirus da Internet.
Faraday non sapeva se era capace di arrivare alla festa.
Coulomb si sentì carico.
Pascal decise di accettare: sapeva come creare l'atmosfera.
Avogadro non fu avvisato: nessuno si ricordava il suo numero.
Hertz si sentì sulla cresta dell'onda.
Joule dovette rinunciare perché aveva del lavoro da fare.
Nobel esplose di gioia alla notizia.
Kelvin disse che era in grado di partecipare.
Fourier aveva già una serie di impegni.
Volta aveva una pila di pratiche da sbrigare e non poté andare.
Laplace aveva trasformata la sala in una discoteca!
Cauchy non sapeva cosa fare, ultimamente aveva avuto una serie molto negativa.
Newton disse che non ne aveva la forza.
Van der Waals si sentiva attratto debolmente dall'iniziativa.
Planck non rispose nemmeno: era nero.
Dirac sentì un forte impulso ad accettare.
Heisemberg era convalescente e ne aveva ancora per un numero indeterminato di giorni.
Schrödinger disse che aveva buone probabilità di essere presente.
Carnot declinò: da alcuni giorni era assalito da vampate di calore.
Gauss non sapeva come distribuire i suoi vari impegni.
Gay-Lussac era troppo gasato.
Archimede rifiutò per questioni di principio.
Cooper sarebbe venuto in coppia.
Darwin avrebbe aspettato l'evolversi della situazione prima di decidere.
Mia vita a te non chiedo

Mia vita, a te non chiedo lineamenti
fissi, volti plausibili o possessi.
Nel tuo giro inquieto ormai lo stesso
sapore han miele e assenzio.
Il cuore che ogni moto tiene a vile
raro è squassato da trasalimenti.
Così suona talvolta nel silenzio
della campagna un colpo di fucile.
Wednesday, December 16, 2020
A Return to love
Marianne Deborah Williamson nata a Houston, il 5 Luglio 1952 è una scrittrice e politica statunitense, attivista per i diritti delle persone LGBT e per la pace nel mondo.
Nel 1992 ha pubblicato il primo dei suoi dieci libri, A Return to Love. Un passaggio di esso (riportato di seguito) è diventato popolare come un motivo di ispirazione.IL testo e' stato erroneamente attribuito dalla rete (*) a Nelson Mandela.
E' la nostra luce, non la nostra ombra a spaventarci di più.
Tuesday, December 15, 2020
Avere Successo
Ridere spesso e di gusto;ottenere il rispetto di persone intelligenti e l’affetto dei bambini;prestare orecchio alle lodi di critici sinceri e sopportare i tradimenti di falsi amici;apprezzare la bellezza; scorgere negli altri gli aspetti positivi;lasciare il mondo un pochino migliore, si tratti di un bambino guarito, di un’aiuola o del riscatto di una condizione sociale;sapere che anche una sola esistenza è stata più lieta per il fatto che tu sei esistito.Ecco, questo è avere successo.
Fonte: https://le-citazioni.it/autori/ralph-waldo-emerson/
Fonte: https://le-citazioni.it/autori/ralph-waldo-emerson/
Fonte: https://le-citazioni.it/autori/ralph-waldo-emerson/
Fonte: https://le-citazioni.it/autori/ralph-waldo-emerson/
Fonte: https://le-citazioni.it/autori/ralph-waldo-emerson/
Monday, December 14, 2020
Discorso della montagna
L’affresco raffigura Gesù, su una montagna, attorniato dai dodici Apostoli. Il Signore è seduto, la postura altera, il vestito e l’espressione del volto fanno di lui un maestro, il Maestro. La mano destra è alzata e l’indice è rivolto verso l’alto, verso Dio. L’altra mano stringe un rotolo, il rotolo della Legge, in esso sono contenute le parole della Legge Nuova.
Gli Apostoli, seduti anch’essi sulla roccia, delineano un semicerchio di cui Cristo e’ l’inizio e la fine, l’alfa e l’Omega. Rappresentano la Chiesa. Forse l’artista ha inteso raffigurarLa come città collocata sopra un monte: i dodici ne delineano la cinta muraria mentre Gesù emerge come la torre. I dodici uomini brillano di una luce cangiante; rappresentano la promessa di ‘cosa’ o di ‘come’ diventeranno i figli di Dio: luminosi di luce divina.
Bisogna dire le Bugie
Alla gente quando gli dici le vere ragioni di un gesto o di una azione ti guarda sempre male e si fa' una brutta impressione di te.
Fu per questo che iniziai a raccontare bugie e tutti mi apprezzarono e tutti mi credettero.
Il tuo amore sono raggi di sole....
"Il
tuo amore sono raggi di sole che passano attraverso le mura e le sbarre
del carcere, accarezzano la mia pelle, scaldano ogni mia cellula, mi
aiutano a mantenere la calma, la pace, così che ogni minuto in prigione
possa essere pieno di significato. Il mio amore per te ha sensi di colpa
e rimpianti, a volte fa vacillare i miei passi. Ma è solido, forte, può
superare ogni ostacolo. Anche se sarò ridotto a sola polvere, ti
abbraccerò con le mie ceneri."
(Liu Xiaobo)
Queste frasi, dedicate alla moglie Liu Xia, sono tratte dal discorso che Liu Xiaobo, premio Nobel per la pace, tenne in tribunale, quando venne condannato a 11 anni di prigione in Cina. Il discorso era intitolato: "Non ho nemici".
Non chiedere il sole alla Francia

Non credere che si possa diventare felici procurando l'infelicità altrui.
Non bisogna chiedere arance ai meli, sole alla Francia, amore alle donne, felicità alla vita.
By G.Flaubert
Una sorgente
Una sorgente scorre all' inizio scarsamente e necessita di un certo tempo prima di scavare la via che la condurrà all' aperto.
L' uomo tragga da questo l' insegnamento che, in una situazione complessa, bisogna sapersi accontentare, a volte , solo del fatto di non venire sopraffatti, piuttosto che cercare a tutti i costi di trovare una soluzione.
Dammi mille baci
Dammi mille baci e poi cento,
poi altri mille e poi altri cento,
e poi ininterrottamente ancora altri mille e altri cento ancora.
Infine, quando ne avremo sommate le molte migliaia,
truccheremo i conti o per non tirare il bilancio
o perché qualche maligno non ci possa lanciare il malocchio,
quando sappia l’ammontare dei baci. By Catullo, I mille baci di Lesbia. Carme V. I sec. a.C.
Non diamo nell'occhio
Il mondo e' duro e crudele.Siamo qui nessuno sa' perche', e andiamo nessuno sa' dove.Dobbiamo essere molto umili.Dobbiamo vedere la bellezza della tranquillita'.
Dobbiamo attraversare la vita senza dare nell'occhio, in modo che il Destino non si accorga di noi.Bisogna cercare l'amore della gente semplice e ignorante.La loro ignoranza vale piu' di tutta la nostra sapienza.Stiamocene in silenzio, contenti nel nostro angolino,mansueti e gentili come loro.E' questa la saggezza della vita.
L' amor non e' per il futuro.
L’amor non e’ per il futuro.
Gioia presente ha riso sicuro.
Cio’ che deve venir non sa nessuno.
Non e’ utile il rinvio.
Quindi vieni a baciarmi amore mio.
W.Shakespeare
La Fragile memoria
E' inutile negarlo, la memoria si sta allontanando, e ho già dimenticato troppe cose. Nello scrivere seguendo i ricordi come faccio adesso, a volte vengo preso da una terribile angoscia.
All'improvviso mi assale il dubbio di stare perdendo la memoria delle cose più essenziali.
Il dubbio che tutti i miei ricordi più preziosi, accumulati in qualche zona buia del mio corpo, in una specie di limbo della memoria, si stiano trasformando in una massa fangosa.
Meriggiare pallido e assorto
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d'orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe dei suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch'ora si rompono ed ora s'intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com'è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
By Eugenio Montale
Eugenio Montale (Genova, 12 ottobre 1896 – Milano, 12 settembre 1981) è stato un poeta, traduttore, scrittore, filosofo, giornalista, critico letterario, critico musicale e politico italiano.
Respiro Accanto a Te
Respiro, un soffio di aria pura,
la tua presenza che mi avvolge
tra le note di un pianoforte che va
e il rumore del bacio appena dato.
Respiro, il profumo che hai,
quella essenza del tuo corpo
disteso sul mio in un stretto abbraccio
che sciogliersi non vorrebbe mai.
Respiro la tua idea e la faccio mia,
mi nutro della tua fantasia,
colorando la mia che ora prende forma
e viaggia insieme, con la tua.
Respiro accanto a te,
una musica che note non ha
ma sento con la mano sul petto tuo
e prendo l’energia per dire, ti amo.
By Bissen Gange
Un Motivo
Lasciami un motivo per comprendere la tua assenza,
questa tua mancanza che viene a farmi compagnia
questa noia che mi assale e non mi lascia più.
Dammi un motivo per smettere di sperare
di ritrovare ció che vedevo in te
e che ancora ora sento dentro di me.
Dammi un motivo per spogliarmi dei tuoi ricordi,
ma non lasciare che sia il silenzio a farmi male.
By Bissen Gange
I due Lupi
Un anziano Apache stava insegnando la vita ai suoi nipotini.
Egli disse loro: “Dentro di me infuria una lotta, è una lotta terribile fra due lupi.
Un
lupo rappresenta la paura, la rabbia, l’invidia, il dolore, il rimorso,
l’avidità, l’arroganza, l’autocommiserazione, il senso di colpa, il
rancore, il senso d’inferiorità, il mentire, la vanagloria, la rivalità,
il senso di superiorità e l’egoismo.
L’altro lupo rappresenta la gioia, la pace, l’amore, la speranza, il condividere,
la serenità, l’umiltà, la gentilezza, l’amicizia, la compassione, la generosità, la sincerità e la fiducia.
La stessa lotta si sta svolgendo dentro di voi e anche dentro ogni altra persona.”
I nipoti rifletterono su queste parole per un po’ e poi uno di essi chiese:
“Quale dei due vincerà?”
L’anziano rispose semplicemente:
“Quello che nutri.”
Era Estate
Ero nuda tra le sue mani
Sotto la gonna alzata
Nuda come non mai
Il mio giovane corpo era tutto una festa
Dalla punta dei miei piedi
ai capelli sulla testa
Ero come una sorgente
Che guidava la bacchetta
del rabdomante
Noi facevamo il male
Il male era fatto bene.
By Jaques Prevert
Jacques Prévert (Neuilly-sur-Seine, 4 febbraio 1900 – Omonville-la-Petite, 11 aprile 1977) è stato un poeta e sceneggiatore francese. Leggi di piu'
Sunday, December 13, 2020
Sonetto N.1
Di esseri belli esigiamo un erede,
Non morirà mai l’essenza di rosa,
Se, quando al tempo maturando cede,
Un tenero bocciolo al suolo posa;
Ma se tu ti rimiri luminoso,
La tua fiamma s’illumina da sola,
Carestia su terreno rigoglioso,
Tu stesso tuo nemico a te si immola.
Ora tu sei del mondo il fresco gioiello,
Unico araldo della primavera,
Sotterri ciò che dentro te è più bello,
Spreco avaro di ciò che di te è fiera.
Pietà del mondo abbi, che non soccomba
Ciò che devi al mondo nella tua tomba.
By William Shakespeare
William Shakespeare è stato un drammaturgo e poeta inglese, considerato come il più importante scrittore in inglese e generalmente ritenuto il più eminente drammaturgo della cultura occidentale.
La saggezza
Mostro agli altri la via giusta: io l'ho conosciuta tardi e stanco del lungo errare. Grido: "Evitate tutto ciò che piace al volgo e che viene dal caso; fermatevi sospettosi e pavidi di fronte ad ogni bene fortuito: l'esca alletta fiere e pesci e li inganna. Li credete doni della fortuna? Sono trappole. Chi di voi vuole vivere una vita sicura, eviti il più possibile questi beni vischiosi, che tradiscono, noi, poveri infelici, anche in questo: pensiamo di tenerli in pugno e, invece, ci siamo attaccati. Questa strada ci porta alla rovina;il destino di una persona salita tanto in alto è precipitare. E dopo non si può resistere, quando la prosperità comincia a farci deviare: o si prosegue diritti o si precipita una volta per tutte; la sorte non solo ci travolge, ma ci abbatte e ci cola a picco. Seguite questa sana e salutare regola di vita: concedete al corpo solo quanto basta a mantenerlo in salute.
Giornate Si e Giornate No
Ho le mie giornate si e le mie giornate no.
Quando arrivano quelle no, penso alle giornate si che ho gia' vissuto.La memoria e' una gran benedizione.
I Romani e Roma
L'attaccamento alla città prende nei romani l'aspetto di
autosufficienza, quasi di autarchia morale. Ritengono che Roma sia così
bella, così grande, così piacevole per viverci, e nel tempo stesso di
avere ereditato con la nascita una tal somma di esperienze, da rendere
superfluo cercare nuove esperienze lontano da casa. Il romano, essi
pensano, viaggia rimanendo fermo:
le altre città sono un aspetto del mondo; ma Roma lo comprende tutto.
Roma è Roma, ma è anche l'India e il Canada, più del Canada e
dell'India."
(G. Piovene, Viaggio in Italia)
Guido Piovene e' stato uno scrittore ed un giornalista.Nato a Vicenza nel 1907 e morto a Londra nel 1974.
I Poeti Lavorano di Notte
I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.
I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere Iddio.
Ma i poeti, nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.
By Alda Merini da “Destinati a morire”
Nasce a Milano il 21 marzo 1931, in via Mangone, a Porta Genova.
Muore il 1° novembre 2009 all’Ospedale San
Paolo di Milano, in seguito ad un tumore, fumando le sue amatissime ed
inseparabili sigarette, una dietro l’altra fino all’ultimo, incurante
dei divieti..altro
La Felicita'
Tutti, o fratello, vogliono vivere felici, ma quando poi si tratta di riconoscere cos'è che
rende felice la vita, ecco che ti vanno a tentoni; a tal punto è così poco facile nella vita raggiungere
la felicità, che uno, quanto più affannosamente la cerca, tanto più se ne allontana, per poco che esca
di strada; che se poi si va in senso opposto, allora più si corre veloci e più aumenta la distanza.
Perciò dobbiamo prima chiederci che cosa desideriamo; poi considerare per quale strada possiamo
pervenirvi nel tempo più breve, e renderci conto, durante il cammino, sempre che sia quello giusto,
di quanto ogni giorno ne abbiamo compiuto e di quanto ci stiamo sempre più avvicinando a ciò
verso cui il nostro naturale istinto ci spinge. Finché vaghiamo a caso, senza seguire una guida ma
solo lo strepito e il clamore discorde di chi ci chiama da tutte le parti, la nostra vita si consumerà in
un continuo andirivieni e sarà breve anche se noi ci daremo giorno e notte da fare con le migliori
intenzioni. Si stabilisca dunque dove vogliamo arrivare e per quale strada, non senza una guida cui
sia noto il cammino che abbiamo intrapreso, perché qui non si tratta delle solite circostanze cui si va
incontro in tutti gli altri viaggi; in quelli, per non sbagliare, basta seguire la strada o chiedere alla
gente del luogo, qui, invece, sono proprio le strade più frequentate e più conosciute a trarre
maggiormente in inganno. Da nulla, quindi, bisogna guardarsi meglio che dal seguire, come fanno
le pecore, il gregge che ci cammina davanti, dirigendoci non dove si deve andare, ma dove tutti
vanno. E niente ci tira addosso i mali peggiori come l'andar dietro alle chiacchiere della gente,
convinti che le cose accettate per generale consenso siano le migliori e che, dal momento che gli
esempi che abbiamo sono molti, sia meglio vivere non secondo ragione, ma per imitazione. Di qui
tutta questa caterva di uomini che crollano gli unì sugli altri. Quello che accade in una gran folla di
persone, quando la gente si schiaccia a vicenda (nessuno cade, infatti, senza trascinare con sé
qualche altro, e i primi provocano la caduta di quelli che stan dietro), capita nella vita: nessuno
sbaglia solo per sé, ma è la causa e l'origine degli errori degli altri; infatti è uno sbaglio attaccarsi a
quelli che ci precedono, e poiché ognuno preferisce credere, piuttosto che giudicare, mai si esprime
un giudizio sulla vita, ma ci si limita a credere: così l'errore, passato di mano in mano, ci travolge e
ci fa precipitare. Gli esempi altrui sono quelli che ci rovinano; noi invece staremo bene appena ci
staccheremo dalla folla. Ora, in verità, il popolo, contro la ragione, si fa difensore del proprio male.
E succede come nei comizi quando, mutato che sia il volubile favore popolare, a meravigliarsi
dell'elezione dei pretori sono proprio quelli che li hanno eletti: approviamo e nello stesso tempo
disapproviamo le medesime cose; è questo il risultato di ogni giudizio che si dà secondo quel che
dicono i più.
By Seneca
Seneca nasce a Cordoba il 4 a.C. e Muore a Roma il 65 d.C...Leggi altro
Frase Celebre: È sicuramente meglio conoscere cose che non servono a niente, piuttosto che non conoscere niente».
Saturday, December 12, 2020
Saro' Albero se...
Io saro' albero se ti farai
fiore d'un albero:
se rugiada sarai mi faro' fiore.
Rugiada diverro' se tu sarai
raggio di sole:
cosi', mio amore, noi ci uniremo.
Se, mia fanciulla, tu sarai cielo,
io diverro', allora, una stella:
se, mia fanciulla, tu sarai inferno,io per amarti mi dannero'.
Ti manderò un bacio nel vento
Ti manderò un bacio con il vento
e so che lo sentirai,
ti volterai senza vedermi ma io sarò li.
Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni.
Vorrei essere una nuvola bianca in un cielo infinito per seguirti ovunque e amarti ogni istante.
Se sei un sogno non svegliarmi.
Vorrei vivere nel tuo respiro.
Mentre ti guardo muoio per te.
Il tuo sogno sarà di sognare me.
Ti amo perché ti vedo riflessa
in tutto quello che c'è di bello.
Dimmi dove sei stanotte
ancora nei miei sogni?
Ho sentito una carezza sul viso arrivare fino al cuore.
Vorrei arrivare fino al cielo e con i raggi del sole scriverti ti amo
Vorrei che il vento soffiasse ogni giorno tra i tuoi capelli,
per poter sentire anche da lontano il tuo profumo!
Vorrei fare con te quello che la primavera fa con i ciliegi.
By Pablo Neruda
Nasce il 12 luglio 1904 a Parral (Cile), non lontano dalla capitale Santiago. Il suo vero nome è Neftali Ricardo Reyes Basoalto.
Il padre rimane vedovo e nel 1906 si trasferisce a Temuco; qui sposa Trinidad Candia.
Neruda nel 1923 ha solo 19 anni quando pubblica il suo primo libro: "Crepuscolario". Già l'anno seguente riscuote notevole successo con "Venti poesie d'amore e una canzone disperata".
Muore la domenica del 23 settembre nel 1973 a Santiago del Cile per un cancro alla prostata.








