Io non ho mai smesso di considerarmi più intelligente di tutti e, qualche volta, credetemi, me ne sono sentito un po' imbarazzato.

Tuesday, December 15, 2020

Avere Successo

 

Ridere spesso e di gusto;ottenere il rispetto di persone intelligenti e l’affetto dei bambini;prestare orecchio alle lodi di critici sinceri e sopportare i tradimenti di falsi amici;apprezzare la bellezza; scorgere negli altri gli aspetti positivi;lasciare il mondo un pochino migliore, si tratti di un bambino guarito, di un’aiuola o del riscatto di una condizione sociale;sapere che anche una sola esistenza è stata più lieta per il fatto che tu sei esistito.Ecco, questo è avere successo.

 

By Ralph Waldo Emerson

Ralph Waldo Emerson è stato un filosofo, scrittore e saggista statunitense. È stato anche un noto poeta. Oggi il critico letterario Harold Bloom lo considera «la figura centrale nella cultura americana», e il filosofo di Harvard Stanley Cavell lo ritiene uno dei filosofi americani più sottovalutati in assoluto.

Fonte: https://le-citazioni.it/autori/ralph-waldo-emerson/
Ralph Waldo Emerson è stato un filosofo, scrittore e saggista statunitense. È stato anche un noto poeta. Oggi il critico letterario Harold Bloom lo considera «la figura centrale nella cultura americana», e il filosofo di Harvard Stanley Cavell lo ritiene uno dei filosofi americani più sottovalutati in assoluto.

Fonte: https://le-citazioni.it/autori/ralph-waldo-emerson/
Ralph Waldo Emerson Data di nascita: 25. Maggio 1803 Data di morte: 27. Aprile 1882 Altri nomi: Ральф Эмерсон Ralph Waldo Emerson è stato un filosofo, scrittore e saggista statunitense. È stato anche un noto poeta. Oggi il critico letterario Harold Bloom lo considera «la figura centrale nella cultura americana», e il filosofo di Harvard Stanley Cavell lo ritiene uno dei filosofi americani più sottovalutati in assoluto.

Fonte: https://le-citazioni.it/autori/ralph-waldo-emerson/
Ralph Waldo Emerson Data di nascita: 25. Maggio 1803 Data di morte: 27. Aprile 1882 Altri nomi: Ральф Эмерсон Ralph Waldo Emerson è stato un filosofo, scrittore e saggista statunitense. È stato anche un noto poeta. Oggi il critico letterario Harold Bloom lo considera «la figura centrale nella cultura americana», e il filosofo di Harvard Stanley Cavell lo ritiene uno dei filosofi americani più sottovalutati in assoluto.

Fonte: https://le-citazioni.it/autori/ralph-waldo-emerson/
Ralph Waldo Emerson Data di nascita: 25. Maggio 1803 Data di morte: 27. Aprile 1882 Altri nomi: Ральф Эмерсон Ralph Waldo Emerson è stato un filosofo, scrittore e saggista statunitense. È stato anche un noto poeta. Oggi il critico letterario Harold Bloom lo considera «la figura centrale nella cultura americana», e il filosofo di Harvard Stanley Cavell lo ritiene uno dei filosofi americani più sottovalutati in assoluto.

Fonte: https://le-citazioni.it/autori/ralph-waldo-emerson/

Monday, December 14, 2020

Discorso della montagna


 
 
Beato Angelico, Discorso della montagna, 1438-144-, Convento di San Marco, Firenze.
 
 
Entrando nella cella numero 32, lungo il corridoio nord, del convento di San Marco a Firenze, ci si trova davanti ad un’opera che, per la sua bellezza, toglie il fiato. E’ il discorso della montagna, un affresco opera di Fra Giovanni da Fiesole, il Beato Angelico.

L’affresco raffigura Gesù, su una montagna, attorniato dai dodici Apostoli.  Il Signore è seduto, la postura altera, il vestito e l’espressione del volto fanno di lui un maestro, il Maestro. La mano destra è alzata e l’indice è rivolto verso l’alto, verso Dio.  L’altra mano stringe  un rotolo, il rotolo della Legge, in esso sono contenute le parole della Legge Nuova. 

Gli Apostoli, seduti anch’essi sulla roccia,  delineano un  semicerchio di cui Cristo e’ l’inizio e la fine, l’alfa e l’Omega. Rappresentano  la  Chiesa. Forse l’artista ha inteso raffigurarLa come  città collocata sopra un monte: i dodici  ne delineano la cinta muraria mentre Gesù emerge come la torre.  I dodici uomini  brillano di una luce cangiante; rappresentano la promessa di ‘cosa’ o di ‘come’ diventeranno i figli di Dio: luminosi di luce divina.

 
 Source:Guardare la Parola.Blog di Anna Carotenuto

Bisogna dire le Bugie

Why Do People Lie? The Truth about Dishonesty | Husson University 

 

Alla gente quando gli dici le vere ragioni di un gesto o di una azione ti guarda sempre male e si fa' una brutta impressione di te.

Fu per questo che iniziai a raccontare bugie e tutti mi apprezzarono e tutti mi credettero.

Il tuo amore sono raggi di sole....

 

Crepuscular rays | atmospheric phenomenon | Britannica

  "Il tuo amore sono raggi di sole che passano attraverso le mura e le sbarre del carcere, accarezzano la mia pelle, scaldano ogni mia cellula, mi aiutano a mantenere la calma, la pace, così che ogni minuto in prigione possa essere pieno di significato. Il mio amore per te ha sensi di colpa e rimpianti, a volte fa vacillare i miei passi. Ma è solido, forte, può superare ogni ostacolo. Anche se sarò ridotto a sola polvere, ti abbraccerò con le mie ceneri."

(Liu Xiaobo) 

Queste frasi, dedicate alla moglie Liu Xia, sono tratte dal discorso che Liu Xiaobo, premio Nobel per la pace, tenne in tribunale, quando venne condannato a 11 anni di prigione in Cina. Il discorso era intitolato: "Non ho nemici". 

Non chiedere il sole alla Francia

 i benefici delle arance

Non credere che si possa diventare felici procurando l'infelicità altrui.

Non bisogna chiedere arance ai meli, sole alla Francia, amore alle donne, felicità alla vita.

 

By G.Flaubert

Una sorgente

Sorgente (idrologia) - Wikipedia 

Una sorgente scorre all' inizio scarsamente e necessita di un certo tempo prima di scavare la via che la condurrà all' aperto. 

L' uomo tragga da questo l' insegnamento che, in una situazione complessa, bisogna sapersi accontentare, a volte , solo del fatto di non venire sopraffatti, piuttosto che cercare a tutti i costi di trovare una soluzione.

Dammi mille baci

 

MILLE BACI (CATULLO) - YouTube Dammi mille baci e poi cento,
poi altri mille e poi altri cento,
e poi ininterrottamente ancora altri mille e altri cento ancora.
Infine, quando ne avremo sommate le molte migliaia,
truccheremo i conti o per non tirare il bilancio
o perché qualche maligno non ci possa lanciare il malocchio,
quando sappia l’ammontare dei baci.
 
By Catullo, I mille baci di Lesbia. Carme V. I sec. a.C.

Non diamo nell'occhio

non dare nell'occhio - Nick Fury EyePatch | Meme Generator 

Il mondo e' duro e crudele.Siamo qui nessuno sa' perche', e andiamo nessuno sa' dove.Dobbiamo essere molto umili.Dobbiamo vedere la bellezza della tranquillita'.

Dobbiamo attraversare la vita senza dare nell'occhio, in modo che il Destino non si accorga di noi.Bisogna cercare l'amore della gente semplice e ignorante.La loro ignoranza vale piu' di tutta la nostra sapienza.Stiamocene in silenzio, contenti nel nostro angolino,mansueti e gentili come loro.E' questa la saggezza della vita.

L' amor non e' per il futuro.

Risultato immagini per l'amor non e' per il futuro

L’amor non e’ per il futuro.

Gioia presente ha riso sicuro.

Cio’ che deve venir non sa nessuno.

Non e’ utile il rinvio.

Quindi vieni a baciarmi amore mio.

 

W.Shakespeare

La Fragile memoria

Paul Klee 

E' inutile negarlo, la memoria si sta allontanando, e ho già dimenticato troppe cose. Nello scrivere seguendo i ricordi come faccio adesso, a volte vengo preso da una terribile angoscia. 

All'improvviso mi assale il dubbio di stare perdendo la memoria delle cose più essenziali. 

Il dubbio che tutti i miei ricordi più preziosi, accumulati in qualche zona buia del mio corpo, in una specie di limbo della memoria, si stiano trasformando in una massa fangosa.

Meriggiare pallido e assorto

Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d'orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe dei suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch'ora si rompono ed ora s'intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com'è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.

 

By Eugenio Montale

Eugenio Montale (Genova, 12 ottobre 1896 – Milano, 12 settembre 1981) è stato un poeta, traduttore, scrittore, filosofo, giornalista, critico letterario, critico musicale e politico italiano. 

Leggi di Piu'

Respiro Accanto a Te

Respiro, un soffio di aria pura,
la tua presenza che mi avvolge
tra le note di un pianoforte che va
e il rumore del bacio appena dato.
Respiro, il profumo che hai,
quella essenza del tuo corpo
disteso sul mio in un stretto abbraccio
che sciogliersi non vorrebbe mai.
Respiro la tua idea e la faccio mia,
mi nutro della tua fantasia,
colorando la mia che ora prende forma
e viaggia insieme, con la tua.
Respiro accanto a te,
una musica che note non ha
ma sento con la mano sul petto tuo
e prendo l’energia per dire, ti amo.

By Bissen Gange

 

Un Motivo

Lasciami un motivo per comprendere la tua assenza,
questa tua mancanza che viene a farmi compagnia
questa noia che mi assale e non mi lascia più.
Dammi un motivo per smettere di sperare
di ritrovare ció che vedevo in te
e che ancora ora sento dentro di me.
Dammi un motivo per spogliarmi dei tuoi ricordi,
ma non lasciare che sia il silenzio a farmi male.

 

By Bissen Gange

I due Lupi

Un anziano Apache stava insegnando la vita ai suoi nipotini.

Egli disse loro: “Dentro di me infuria una lotta, è una lotta terribile fra due lupi.

Un lupo rappresenta la paura, la rabbia, l’invidia, il dolore, il rimorso, l’avidità, l’arroganza, l’autocommiserazione, il senso di colpa, il rancore, il senso d’inferiorità, il mentire, la vanagloria, la rivalità, il senso di superiorità e l’egoismo.

L’altro lupo rappresenta la gioia, la pace, l’amore, la speranza, il condividere,

la serenità, l’umiltà, la gentilezza, l’amicizia, la compassione, la generosità, la sincerità e la fiducia.

La stessa lotta si sta svolgendo dentro di voi e anche dentro ogni altra persona.”

I nipoti rifletterono su queste parole per un po’ e poi uno di essi chiese:

“Quale dei due vincerà?”

L’anziano rispose semplicemente:

“Quello che nutri.”

Era Estate

Ero nuda tra le sue mani
Sotto la gonna alzata
Nuda come non mai
Il mio giovane corpo era tutto una festa
Dalla punta dei miei piedi
ai capelli sulla testa
Ero come una sorgente
Che guidava la bacchetta
del rabdomante
Noi facevamo il male
Il male era fatto bene.

By Jaques Prevert

 

Jacques Prévert (Neuilly-sur-Seine, 4 febbraio 1900 – Omonville-la-Petite, 11 aprile 1977) è stato un poeta e sceneggiatore francese. Leggi di piu'

Sunday, December 13, 2020

Sonetto N.1

Di esseri belli esigiamo un erede,
Non morirà mai l’essenza di rosa,
Se, quando al tempo maturando cede,
Un tenero bocciolo al suolo posa;

Ma se tu ti rimiri luminoso,
La tua fiamma s’illumina da sola,
Carestia su terreno rigoglioso,
Tu stesso tuo nemico a te si immola.

Ora tu sei del mondo il fresco gioiello,
Unico araldo della primavera,
Sotterri ciò che dentro te è più bello,
Spreco avaro di ciò che di te è fiera.

Pietà del mondo abbi, che non soccomba

Ciò che devi al mondo nella tua tomba.

 

By William Shakespeare  


William Shakespeare è stato un drammaturgo e poeta inglese, considerato come il più importante scrittore in inglese e generalmente ritenuto il più eminente drammaturgo della cultura occidentale. 

Coniuge: Anne Hathaway (s. 1582–1616)

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La saggezza

Più che di leadership abbiamo bisogno di saggezza - Il Sole 24 ORE

Mostro agli altri la via giusta: io l'ho conosciuta tardi e stanco del lungo errare. Grido: "Evitate tutto ciò che piace al volgo e che viene dal caso; fermatevi sospettosi e pavidi di fronte ad ogni bene fortuito: l'esca alletta fiere e pesci e li inganna. Li credete doni della fortuna? Sono trappole. Chi di voi vuole vivere una vita sicura, eviti il più possibile questi beni vischiosi, che tradiscono, noi, poveri infelici, anche in questo: pensiamo di tenerli in pugno e, invece, ci siamo attaccati. Questa strada ci porta alla rovina;il destino di una persona salita tanto in alto è precipitare. E dopo non si può resistere, quando la prosperità comincia a farci deviare: o si prosegue diritti o si precipita una volta per tutte; la sorte non solo ci travolge, ma ci abbatte e ci cola a picco. Seguite questa sana e salutare regola di vita: concedete al corpo solo quanto basta a mantenerlo in salute.

Bisogna trattarlo con una certa durezza perché non disobbedisca alla mente: il cibo deve estinguere la fame, il bere la sete, le vesti devono proteggere dal freddo, la casa difendere dalle intemperie. Non importa se è stata costruita con zolle con marmo variegato di importazione: sappiate che un tetto di foglie copre bene quanto uno d'oro. Ornamenti e fregi ottenuti grazie a inutili fatiche, disprezzateli tutti; pensate che nulla è straordinario tranne l'anima e per un'anima grande nulla è grande."

Giornate Si e Giornate No

Ho le mie giornate si e le mie giornate no.

Quando arrivano quelle no, penso alle giornate si che ho gia' vissuto.La memoria e' una gran benedizione.

I Romani e Roma

L'attaccamento alla città prende nei romani l'aspetto di autosufficienza, quasi di autarchia morale. Ritengono che Roma sia così bella, così grande, così piacevole per viverci, e nel tempo stesso di avere ereditato con la nascita una tal somma di esperienze, da rendere superfluo cercare nuove esperienze lontano da casa. Il romano, essi pensano, viaggia rimanendo fermo: le altre città sono un aspetto del mondo; ma Roma lo comprende tutto. Roma è Roma, ma è anche l'India e il Canada, più del Canada e dell'India."

(G. Piovene, Viaggio in Italia)

Guido Piovene e' stato uno scrittore ed un giornalista.Nato a Vicenza nel 1907 e morto a Londra nel 1974.

I Poeti Lavorano di Notte

I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.

I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere Iddio.

Ma i poeti, nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.

By Alda Merini da “Destinati a morire”

 

Nasce a Milano il 21 marzo 1931, in via Mangone, a Porta Genova.

Muore il 1° novembre 2009 all’Ospedale San Paolo di Milano, in seguito ad un tumore, fumando le sue amatissime ed inseparabili sigarette, una dietro l’altra fino all’ultimo, incurante dei divieti..altro 

La Felicita'

Tutti, o fratello, vogliono vivere felici, ma quando poi si tratta di riconoscere cos'è che
rende felice la vita, ecco che ti vanno a tentoni; a tal punto è così poco facile nella vita raggiungere
la felicità, che uno, quanto più affannosamente la cerca, tanto più se ne allontana, per poco che esca
di strada; che se poi si va in senso opposto, allora più si corre veloci e più aumenta la distanza.
Perciò dobbiamo prima chiederci che cosa desideriamo; poi considerare per quale strada possiamo
pervenirvi nel tempo più breve, e renderci conto, durante il cammino, sempre che sia quello giusto,
di quanto ogni giorno ne abbiamo compiuto e di quanto ci stiamo sempre più avvicinando a ciò
verso cui il nostro naturale istinto ci spinge. Finché vaghiamo a caso, senza seguire una guida ma
solo lo strepito e il clamore discorde di chi ci chiama da tutte le parti, la nostra vita si consumerà in
un continuo andirivieni e sarà breve anche se noi ci daremo giorno e notte da fare con le migliori
intenzioni. Si stabilisca dunque dove vogliamo arrivare e per quale strada, non senza una guida cui
sia noto il cammino che abbiamo intrapreso, perché qui non si tratta delle solite circostanze cui si va
incontro in tutti gli altri viaggi; in quelli, per non sbagliare, basta seguire la strada o chiedere alla
gente del luogo, qui, invece, sono proprio le strade più frequentate e più conosciute a trarre
maggiormente in inganno. Da nulla, quindi, bisogna guardarsi meglio che dal seguire, come fanno
le pecore, il gregge che ci cammina davanti, dirigendoci non dove si deve andare, ma dove tutti
vanno. E niente ci tira addosso i mali peggiori come l'andar dietro alle chiacchiere della gente,
convinti che le cose accettate per generale consenso siano le migliori e che, dal momento che gli
esempi che abbiamo sono molti, sia meglio vivere non secondo ragione, ma per imitazione. Di qui
tutta questa caterva di uomini che crollano gli unì sugli altri. Quello che accade in una gran folla di
persone, quando la gente si schiaccia a vicenda (nessuno cade, infatti, senza trascinare con sé
qualche altro, e i primi provocano la caduta di quelli che stan dietro), capita nella vita: nessuno
sbaglia solo per sé, ma è la causa e l'origine degli errori degli altri; infatti è uno sbaglio attaccarsi a
quelli che ci precedono, e poiché ognuno preferisce credere, piuttosto che giudicare, mai si esprime
un giudizio sulla vita, ma ci si limita a credere: così l'errore, passato di mano in mano, ci travolge e
ci fa precipitare. Gli esempi altrui sono quelli che ci rovinano; noi invece staremo bene appena ci
staccheremo dalla folla. Ora, in verità, il popolo, contro la ragione, si fa difensore del proprio male.
E succede come nei comizi quando, mutato che sia il volubile favore popolare, a meravigliarsi
dell'elezione dei pretori sono proprio quelli che li hanno eletti: approviamo e nello stesso tempo
disapproviamo le medesime cose; è questo il risultato di ogni giudizio che si dà secondo quel che
dicono i più.

By Seneca

Seneca nasce a Cordoba il 4 a.C. e Muore a Roma il 65 d.C...Leggi altro

 

Frase Celebre: È sicuramente meglio conoscere cose che non servono a niente, piuttosto che non conoscere niente».

Saturday, December 12, 2020

Saro' Albero se...

Io saro' albero se ti farai
fiore d'un albero:
se rugiada sarai mi faro' fiore.
Rugiada diverro' se tu sarai
raggio di sole:
cosi', mio amore, noi ci uniremo.
Se, mia fanciulla, tu sarai cielo,
io diverro', allora, una stella:
se, mia fanciulla, tu sarai inferno,io per amarti mi dannero'.

 

By Sàndor Petòfi

Ti manderò un bacio nel vento

Ti manderò un bacio con il vento 

 e so che lo sentirai,

ti volterai senza vedermi ma io sarò li.

Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni.

Vorrei essere una nuvola bianca in un cielo infinito per seguirti ovunque e amarti ogni istante.

Se sei un sogno non svegliarmi.

Vorrei vivere nel tuo respiro.

Mentre ti guardo muoio per te.

Il tuo sogno sarà di sognare me.

Ti amo perché ti vedo riflessa

 in tutto quello che c'è di bello.

Dimmi dove sei stanotte

ancora nei miei sogni?

Ho sentito una carezza sul viso arrivare fino al cuore.

Vorrei arrivare fino al cielo e con i raggi del sole scriverti ti amo

Vorrei che il vento soffiasse ogni giorno tra i tuoi capelli, 

per poter sentire anche da lontano il tuo profumo!

Vorrei fare con te quello che la primavera fa con i ciliegi.

 

By Pablo Neruda 


Nasce il 12 luglio 1904 a Parral (Cile), non lontano dalla capitale Santiago. Il suo vero nome è Neftali Ricardo Reyes Basoalto.

Il padre rimane vedovo e nel 1906 si trasferisce a Temuco; qui sposa Trinidad Candia. 

Neruda nel 1923 ha solo 19 anni quando pubblica il suo primo libro: "Crepuscolario". Già l'anno seguente riscuote notevole successo con "Venti poesie d'amore e una canzone disperata".  

Muore la domenica del 23 settembre nel 1973 a Santiago del Cile per un cancro alla prostata.


Canto di me stesso

 Il canto di me stesso” Walt Whitman – libroarbitrio

 

 1
Canto me stesso, e celebro me stesso,
E ciò che assumo voi dovete assumere
Perché ogni atomo che mi appartiene appartiene
anche a voi.

Io ozio, ed esorto la mia anima,
Mi chino e indugio ad osservare un filo d'erba estivo.

La mia lingua, ogni atomo di sangue, fatti da questo
suolo, da quest'aria,
Nato qui da genitori nati qui e così i loro padri e così i
padri dei padri,
lo, ora, trentasettenne in perfetta salute, ora
incomincio,
E spero di non cessare che alla morte.
Credi e scuole in sospeso,
Un po' discosto, sazio di ciò che sono, ma mai
dimenticandoli,
Accolgo la natura nel bene e nel male, lascio che parli
a caso,
Senza controllo, con l'energia originale.

2
Case e stanze sono piene di profumi, gli scaffali
affollati di profumi,
Respiro la fragranza, la riconosco e mi piace,
Il distillato potrebbe ubriacare anche me, ma non lo
permetto.

L'atmosfera non è un profumo, non ha il gusto del
distillato, è inodore,
È fatta per la mia bocca, in eterno, ne sono
innamorato,
Andrò sul pendio presso il bosco, sarò senza maschera
e nudo,
Mi struggo dalla voglia di sentirne il contatto.

Il fumo del mio fiato,
Echi, gorgoglii, diffusi bisbigli, radice d'amore,
filamento di seta, inforcatura e viticcio,
Il mio inspirare ed espirare, il pulsare del cuore, il
transitare dell'aria e del sangue attraverso
i polmoni,
Il sentore delle foglie verdi e delle foglie secche, della
spiaggia e degli scogli neri, del fieno nel fienile,
Il suono delle parole eruttate della mia voce
abbandonata ai vortici del vento,
Pochi rapidi baci, pochi abbracci, un tendere a cerchio
di braccia,
Il gioco delle ombre e dei riflessi all'oscillare dei rami
flessuosi,
Il godimento da soli o tra la folla nelle strade, o lungo
i campi o sui fianchi d'una collina,
La sensazione di salute, il vibrare del pieno
mezzogiorno, il canto di me che mi alzo dal letto
e vado incontro al sole.

Hai creduto che mille acri fossero molti? che tutta la
terra fosse molto?
Ti sei esercitato così a lungo per imparare a leggere?
Tanto orgoglio hai sentito perché afferravi il senso dei
poemi?

Fermati con me oggi e questa notte, e ti impadronirai
dell'origine di tutti i poemi,
Ti impadronirai dei beni della terra e del sole (ci sono
ancora milioni di soli),
Non prenderai più le cose di seconda o terza mano, né
guarderai con gli occhi dei morti, ne ti nutrirai di
fantasmi libreschi,
E neppure vedrai attraverso i miei occhi o prenderai
le cose da me,
Ascolterai da ogni parte e le filtrerai da te stesso.

3
Ho udito ciò che i parlatori dicevano, il discorso del
principio e della fine,
Ma io non parlo del principio o della fine.

Non ci fu mai più inizio di quanto ce n'è ora,
Ne più gioventù o vecchiaia di quanta ce n'è ora,
Ne vi sarà più perfezione di quanta ce n'è ora,
Ne più cielo o più inferno di quanto ce n'è ora.

Urgere, urgere, urgere,
Sempre l'urgere procreante del mondo.

Dalla confusa oscurità gli opposti eguali avanzano,
sempre sostanza e accrescimento, e sesso,
E intrecciarsi di identità, e sempre distinzione, sempre
riproduzione.

Elaborare è inutile, dotti e non dotti sentono che è
così.

Sicuri come ciò che è più sicuro, i muri a piombo, ben
connessi, la travatura rinforzata,
Forti come un cavallo, affezionati, tracotanti, elettrici,
Io e questo mistero qui ci ergiamo.

Limpida e dolce è la mia anima, e limpido e dolce è
tutto quello che non è la mia anima.

Se manca uno, mancano entrambi, e il non veduto è
provato dal veduto,
Finché questo non diventi invisibile e debba a sua
volta esser provato.

Ogni età tormenta l'altra mostrando il meglio e
separandolo dal peggio,
Conoscendo la perfetta giustezza e imparzialità delle
cose, mentre quelle discutono sto zitto, e vado a
fare il bagno e ad ammirare me stesso.

Benvenuto ogni mio organo e attributo, e quelli di
ogni uomo onesto e vigoroso,
Non un pollice è da scartare o frazione di pollice, e
niente dev'essere meno familiare del resto.

lo sono pago: vedo, ballo, rido e canto;
E se l'amato compagno di letto che dorme abbracciato
al mio fianco, allo spuntare del giorno si ritira
con passo furtivo,
Lasciandomi cesti di bianchi asciugamani che mi
riempiono la casa con la loro abbondanza,
Dovrò posporre la mia accettazione e comprensione e
gridare ai miei occhi
Che si astengano dopo dal guardare giù per la strada,
E mi mostrino sùbito, calcolato al centesimo,
L 'esatto valore di uno e l'esatto valore di due, e chi è
in vantaggio?

4
La gente che passa e che m'interroga,
Le persone che incontro, gli effetti su di me dei miei
primi anni o del quartiere, della città, della
nazione in cui vivo,
Gli avvenimenti recenti, le scoperte c invenzioni, le
società, gli autori vecchi e nuovi,
Il pranzo, gli abiti, i compagni, il bell'aspetto, i
complimenti, i doveri,
L'indifferenza reale o immaginaria di qualcuno che
amo,
La malattia d'uno dei miei o mia, le malefatte, la
perdita o la penuria di danaro, le depressioni o
l'euforia,
Le battaglie, gli orrori della guerra fratricida., la
febbre delle dubbie notizie, lo spasmo degli
avvenimenti,
Tutto questo mi arriva giorno e notte, e se ne va,
Ma non sono il mio Io.

Separato da ciò che attira e trascina sta quello che io
sono,
Se ne sta divertito, compiacente, compassionevole,
inattivo, unitario,
Guarda dall'alto, è eretto, o appoggia un braccio a un
impalpabile sicuro sostegno,
Con la testa piegata di Iato, curioso di ciò che verrà
dopo,
Dentro e fuori del gioco, osservandolo e
meravigliandosi.
Ripenso ai giorni passati quando mi affaticavo nella
nebbia con linguisti e dialettici,
Non ho battute o argomenti, io testimonio e attendo.

5
Io credo in te anima mia, e l'altro che io sono non
deve umiliarsi

Davanti a te ne tu davanti a lui.
Ozia con me sopra l'erba, rimuovi il groppo dalla
gola,
Io non chiedo parole, né musica, né rime, né
conferenze o patrocini, sia pure i migliori,
Solo la nenia mi appaga, il mormorio della tua voce a
bocca chiusa.

Rammento come una volta in un simile limpido
mattino d'estate noi due giacevamo,
E tu posavi il capo di traverso sui miei fianchi e ti
volgevi a me con tenerezza,
E aperta la camicia sullo sterno, affondasti la lingua
dentro al mio cuore nudo,
E ti stendesti fino a sentire la mia barba, e ti stendesti
fino a trattenermi i piedi.

Rapidamente sorse e si diffuse intorno a me quella
pace e quella conoscenza che oltrepassano ogni
disputa terrestre,
E ora so che la mano di Dio è la promessa della mia,
So che lo spirito di Dio è il fratello del mio spirito,
Che tutti gli uomini nati sono anche fratelli miei, e le
donne sorelle ed amanti,
E che la controchiglia della creazione è l'amore,
E che sono infinite le foglie dritte o recline nei campi,
E le brune formiche nei piccoli pozzi sotto di loro,
E le croste di muschio del recinto serpeggiante, i
mucchi di sassi, il sambuco, la fitolacca, il
verbasco.

6
Che cos'è l'erba? mi chiese un bambino,
portandomene a piene mani;
Come potevo rispondergli? Non so meglio di lui che
cosa sia.
Suppongo che sia lo stendardo della mia vocazione,
fatto col verde tessuto della speranza.

O forse è il fazzoletto del Signore,
Un ricordo profumato lasciato cadere di proposito,
Con la cifra del proprietario in un angolo sicché
possiamo vederla e domandarci di Chi può
essere?

O forse l'erba stessa è un bambino, il bimbo generato
dalla vegetazione.

O un geroglifico uniforme
Che voglia dire, crescendo tanto in ampi spazi che in
strette fasce di terra,
Fra bianchi e gente di colore,
Canachi, Virginiani, Membri del Congresso, gente
comune, io do loro la stessa cosa e li accolgo
nello stesso modo.

E ora mi appare come la bella capigliatura delle
tombe.

Ti userò con gentilezza, erba ricciuta,
Forse traspiri dal petto di giovani uomini,
Che avrei potuto amare, se li avessi conosciuti,
Forse provieni da vecchi, o da figli ghermiti appena
fuori dai ventri materni,
Ed ecco, sei tu il ventre materno.
Quest'erba è troppo scura per uscire dal bianco capo
delle nonne,
Più scura della barba scolorita dei vecchi,
È scura per spuntare dal roseo palato delle bocche.

Oh nonostante tutto io sento il parlottio di tante
lingue,
E comprendo che non esce dalle bocche per nulla.

Vorrei poter tradurre gli accenni ai giovani morti, alle
fanciulle,
Gli accenni ai vecchi e alle madri, ai rampolli ghermiti
ai loro ventri.

Che cosa pensate sia avvenuto dei giovani e dei
vecchi?
E che cosa pensate sia avvenuto delle madri e dei
figli?

Vivono e stanno bene in qualche luogo,
Il più minuscolo germoglio ci dimostra che in realtà
non vi è morte,
E che se mai c'è stata conduceva alla vita, e non
aspetta il termine per arrestarla,
E che cessò nell'istante in cui la vita apparve.

Tutto continua e tutto si estende, niente si annienta,
E il morire è diverso da ciò che tutti suppongono, e
ben più fortunato. 

 

Da "Foglie d'erba - Canto di me stesso 1-6"

di Walt Whitman 

 

Whitman nasce il 31 maggio 1819 presso Huntington, Long Island (l'isola a forma di pesce di cui parla spesso nelle sue poesie, isola amata e odiata allo stesso tempo), da una famiglia dalle scarse risorse economiche. Il padre, benché privo di un lavoro fisso, mise al mondo ben nove figli. Whitman ebbe invece un legame particolare con la madre tanto che alla sua morte (avvenuta comunque in tardissima età), cadde in un vero e proprio stato di prostrazione. Muore sabato 26 Marzo 1892 a Camden negli USA per una polmonite.

 

Thursday, December 10, 2020

Madre che imbocca i figli

Il pittore realista francese Jean-François Millet (1814-1875) dedicò tutta la sua carriera alla rappresentazione della vita quotidiana dei contadini, dei pastori, dei taglialegna. Il suo realismo, fondato sulla conoscenza dei maestri del passato e sulla sensibilità contemporanea, soprattutto romantica, si tinse di un certo misticismo.

Sunday, November 29, 2020

Le foglie morte

Risultato immagini per dead leaves 

Oh, vorrei tanto che anche tu ricordassi
i giorni felici del nostro amore
Com'era più bella la vita
E com'era più bruciante il sole
Le foglie morte cadono a mucchi…
Vedi: non ho dimenticato
Le foglie morte cadono a mucchi
come i ricordi, e i rimpianti
e il vento del nord porta via tutto
nella più fredda notte che dimentica
Vedi: non ho dimenticato
la canzone che mi cantavi

È una canzone che ci somiglia 

Tu che mi amavi
e io ti amavo
E vivevamo, noi due, insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza nessun rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti divisi

Le foglie morte cadono a mucchi
e come loro i ricordi, i rimpianti
Ma il mio fedele e silenzioso amore
sorride ancora, dice grazie alla vita
Ti amavo tanto, eri così bella
Come potrei dimenticarti
Com'era più bella la vita
e com'era più bruciante il sole
Eri la mia più dolce amica…
Ma non ho ormai che rimpianti
E la canzone che tu cantavi
la sentirò per sempre

È una canzone che ci somiglia
Tu che mi amavi
e io ti amavo
E vivevamo, noi due, insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza nessun rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti divisi

 

 JACQUES PREVERT 

Friday, November 20, 2020

Io ti chiesi

Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.

Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste.

H.Hesse


Stringiti a me

Stringiti a me,
abbandonati a me,
sicura.
Io non ti mancherò
e tu non mi mancherai.

Troveremo,
troveremo la verità segreta
su cui il nostro amore
potrà riposare per sempre,
immutabile.

Non ti chiudere a me,
non soffrire sola,
non nascondermi il tuo tormento!

Parlami,
quando il cuore
ti si gonfia di pena.
Lasciami sperare
che io potrei consolarti.

Nulla sia taciuto fra noi
e nulla sia celato.
Oso ricordarti un patto
che tu medesima hai posto.

Parlami
e ti risponderò
sempre senza mentire.
Lascia che io ti aiuti,
poiché da te
mi viene tanto bene!

Gabriele D’Annunzio

Sotto le scale

Arriva un tempo in cui dopo una vita passata ad aggiungere,

inizi a togliere.

Togli i cibi che ti fanno male.

Togli i vestiti che ti vanno troppo stretti o troppo larghi.

Togli le cianfrusaglie dimenticate nei cassetti insieme 

alla convenzione antica di non andare mai bene.

Togli il cuore dai posti dove non c'e' piu' amore,

togli il tempo passato a inseguire le persone.

Togli lo sguardo da chi ti ha ferito.

Togli potere al passato,togli le colpe dai tuoi racconti

e lo sguardo da chi ti parla alle spalle.

Togli le erbacce intorno ai tuoi sogni,

i compromessi che ti sporcano le scelte,

i si concessi per adattamento.

La vera ricchezza non e' aggiungere ma togliere.

 

By Manuela Toto dal libro "Sotto le scale"


Se tardi a trovarmi

Se tardi a trovarmi insisti.

Se non ci sono in nessun posto,

cerca in un altro,perche' io sono

seduto da qualche parte,

ad aspettare te...

e se non mi trovi piu',in fondo ai tuoi occhi,

allora vuol dire che sono dentro di te.


Walt Whitman

Saturday, July 25, 2020

Il cielo della memoria

Tutto cancella il tempo come l’onda cancella
i giochi dei fanciulli sulla sabbia spianata.
Dimenticheremo le vaghe, le precise parole
che schermavano, tutte, un poco d’infinito.

Tutto il tempo cancella, ma non offusca gli occhi,
sia chiari come l’acqua o d’opale o di stella.
Belli come nel cielo o dentro un lapidario,
brilleranno per noi d’un fuoco triste e gaio.

Gli uni, a un vivente scrigno trafugati gioielli,
duri raggi di pietra mi getteranno in cuore,
come quando nella palpebra conflitti, sigillati,
lucevano d’un raro, illusorio splendore.

Ad altri dolci fuochi da Prometeo rapiti
la scintilla d’amore che in esso palpitava
per soave tormento abbiam portato via,
gioie troppo preziose o luci troppo pure.

Il cielo della mia memoria costellate in eterno,
inestinguibili occhi delle donne che ho amate !
Sognate come morti, brillate come glorie,
scintillerà il mio cuore come a maggio la notte.

Simile a una nebbia d’oblio cancella i volti,
i gesti che altra volta adorammo al divino,
che ci resero folli, che ci resero saggi,
grazie di perdizione, e simboli di fede.

Tutto cancella il tempo, le sere confidenti,
le mani ch’io posavo sul suo collo di neve,
i suoi sguardi che l’arpa dei miei nervi sfioravano,
la primavera che su noi scuoteva i suoi turiboli.

Altri occhi, pur essendo d’una donna gioiosa,
al pari dei rimorsi erano vasti e neri,
spavento delle notti, mistero delle sere.
Fra le sue belle ciglia c’era l’anima intera,

e come un gaio sguardo era vano il suo cuore.
Altri, simili al mare così dolce e cangiante,
ci smarrivano all’anima che in essi è prigioniera
come incalza l’ignoto nelle sere marine.

Solcammo, mar degli occhi, i tuoi limpidi flutti.
Gonfiava il desiderio le rattoppate vele;
delle antiche tempeste dimentichi, andavamo
sull’onda degli sguardi a scoprire altri cuori.

Tanti sguardi diversi, così simili i cuori !
Vecchi, delusi ostaggi degli occhi,
dovevamo restarcene a dormire sotto le fronde… Ma anche
sapendo tutto voi vi sareste imbarcati

per avere quegli occhi gravidi di promesse
come un mare che a sera fantastica del sole.
In inutili imprese vi siete prodigati
per giungere al paese del sogno che, vermiglio,

si lamentava d’estasi oltre le acque vere,
sotto la santa arca d’una nube, profeta
crudele. Ma è pur dolce avere per un sogno
queste piaghe, e festoso brilla il vostro ricordo.


by Marcel Proust 

Valentin Louis Georges Eugène Marcel Proust (Parigi, 10 luglio 1871 – Parigi, 18 novembre 1922) è stato uno scrittore, saggista e critico letterario francese, la cui opera più nota è il monumentale romanzo Alla ricerca del tempo perduto (À la recherche du temps perdu) pubblicato in sette volumi tra il 1913 e il 1927.

 

Soldati

Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie.
 

Chiedimi perche' vado in montagna

Chiedimi perché vado in montagna. 
Chiedimi perché, quando il resto mi sta stretto, l'unica via è il sentiero. 
Chiedimelo.
Perché?
Perché in montagna non puoi sprecare fiato per parole inutili. Lo devi conservare per arrivare in cima, e il resto è silenzio o parole gentili.
Perché l'unico peso è lo zaino. Non c'è peso per il cuore.
Perché tutti, se lo desiderano, possono arrivare in cima. Solo un passo dietro l'altro.
Perché incroci persone che trovano ancora un momento per salutarti.
Perché non ci sono orpelli: ci sei tu e c'è il tuo corpo, che devi custodire e curare, se vuoi avere le forze. C'è il cielo con i suoi umori. Non si scherza con la pioggia, il vento, la neve o la notte. Devi fare molta attenzione, e tornare a quello stadio primitivo in cui la natura e i suoi movimenti erano parte della tua vita, parte integrante del tuo quotidiano. Non puoi snobbare la natura, in montagna: ti tira per la manica, ti chiede di guardarla, di studiarla, di esserle presente.
In montagna puoi e devi essere presente a te stesso, senza distrazioni.
Forse è per questo che, sopra tante vette, telefonini e internet funzionano a singhiozzo... è la natura che ti dice: "Lascia stare, lascia stare il superfluo. Stai con gli amici. Stai con gli animali. Stai con te stesso. Non ti serve nient'altro".
 

Il gelsomino notturno, Giovanni Pascoli (1903)


E s’aprono i fiori notturni,
nell’ora che penso ai miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.
Da un pezzo si tacquero i gridi
là sola una casa bisbiglia.
Sotto l’ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.

Dai calici aperti si esala
l’odore di fragole rosse.
Splende un lume là nella sala.
Nasce l’erba sopra le fosse.

Un’ape tardiva sussurra
trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l’aia azzurra
va col suo pigolio di stelle.

Per tutta la notte s’esala
l’odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s’è spento…

è l’alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l’urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.

Saturday, January 7, 2017

Orme sulla sabbia

Risultato immagini per orme sulla sabbia 
Questa notte ho fatto un sogno,
ho sognato che camminavo sulla sabbia
accompagnato dal Signore,
e sullo schermo della notte erano proiettati
tutti i giorni della mia vita.
.
Ho guardato indietro e ho visto che
per ogni giorno della mia vita,
apparivano orme sulla sabbia:
una mia e una del Signore.
.
Così sono andato avanti, finché
tutti i miei giorni si esaurirono.
Allora mi fermai guardando indietro,
notando che in certi posti
c’era solo un’orma…
Questi posti coincidevano con i giorni
più difficili della mia vita;
i giorni di maggior angustia,
maggiore paura e maggior dolore…
Ho domandato allora:
“Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me
in tutti i giorni della mia vita,
ed io ho accettato di vivere con te,
ma perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti
peggiori della mia vita?”
.
Ed il Signore rispose:
“Figlio mio, Io ti amo e ti dissi che sarei stato
con te durante tutta il tuo cammino
e che non ti avrei lasciato solo
neppure un attimo,
e non ti ho lasciato…
i giorni in cui tu hai visto solo un’orma
sulla sabbia,
sono stati i giorni in cui ti ho portato in braccio”.
(Anonimo)

Ode al Giorno Felice

Risultato immagini per ode al giorno felice 
Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore.
Camminando, dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.
Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice.
(Pablo Neruda)

Veglia

Un’intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d’amore
Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita
(Giuseppe Ungaretti, Cima Quattro il 23 dicembre 1915)

Il passato

E’ una curiosa creatura il passato
Ed a guardarlo in viso
Si può approdare all’estasi
O alla disperazione.
Se qualcuno l’incontra disarmato,
Presto, gli grido, fuggi!
Quelle sue munizioni arrugginite
Possono ancora uccidere!
(Emily Dickinson)

Wednesday, December 7, 2016

Il vino

Più dell'oro e del corallo, il vino tien distante la tristezza del cuore.
Dà valentia al giovane ed al vecchio vigore.
Rida' colore all'esangue,coraggio al timido e fa gagliardo il fiacco.
Tempra la mente e scaccia il freddo dallo stomaco.
Ha un difetto,è vero:il buono costa caro ed il cattivo fa male;
sicche' quel che guarisce il fegato, fa ammalare la borsa.

Wednesday, November 30, 2016

E' la nostra luce....

E' la nostra luce, non la nostra ombra,
a spaventarci di più.
Ci domandiamo: " Chi sono io per essere brillante,  pieno di talento, favoloso? "
In realtà chi sei tu per NON esserlo?
Siamo figli di Dio.
Il nostro giocare in piccolo,
non serve al mondo.
Non c'è nulla di illuminato
nello sminuire se stessi cosicchè gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.
Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta
la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi:
è in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza
automaticamente libera gli altri.
Nelson Mandela

Vai serenamente....

Và serenamente in mezzo al rumore e alla fretta
e ricorda quanta pace ci può essere nel silenzio.
 Finchè è possibile senza doverti arrendere conserva i buoni rapporti con tutti.
Dì la tua verità con calma e chiarezza,
e ascolta gli altri,
 anche il noioso e l’ignorante. Anch’essi hanno una loro storia da raccontare.
Evita le persone prepotenti e aggressive,
 esse sono un tormento per lo spirito.
Sé ti paragoni agli altri, puoi diventare vanitoso e aspro,
perché sempre ci saranno persone superiori e inferiori a te.

Rallegrati dei tuoi risultati come dei tuoi progetti.
Mantieniti interessato alla tua professione benché umile;
E’ un vero tesoro nelle vicende mutevoli del tempo.
 Sii prudente nei tuoi affari. Poiché il mondo è, pieno d’inganno.
Ma questo non ti impedisca di vedere quanto c’è di buono;
molte persone lottano per alti ideali, e dappertutto la vita è piena di eroismo.
Sii te stesso.
Specialmente non fingere di amare.
 E non essere cinico riguardo all’amore, perché a dispetto di ogni avidità e disillusione
esso è perenne come l’erba.
 Accetta di buon grado l’insegnamento degli anni,
abbandonando riconoscente le cose della giovinezza.
Coltiva la forza d’animo per difenderti dall’improvvisa sfortuna.
 Ma non angosciarti con fantasie.
Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.
Al di là di ogni salutare disciplina sii delicato con te stesso.
Tu sei un figlio dell’universo, non meno degli alberi e delle stelle,
tu hai un preciso diritto ad essere qui.
 E che ti sia chiaro o no, senza dubbio l’universo va schiudendosi come dovrebbe.
Perciò sta in pace con Dio,
 comunque tu lo concepisca, e qualunque, siano i tuoi travagli e le tue aspirazioni, 
nella rumorosa confusione della vita conserva la pace con la tua anima.
Nonostante tutta la sua falsità
e i sogni infranti, questo è ancora un mondo meraviglioso.
 Sii prudente. Fa di tutto per essere felice.
“Manoscritto trovato a Baltimora nell’antica chiesa di San Paolo”.
Max Ehrmann

Ti auguro Tempo

Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guadarlo sull'orologio.
Ti auguro tempo per guardare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.

by Elli Michler
da PensieriParole

Tuesday, September 13, 2016

Il silenzio ed il rumore delle cose

Aveva capito che le cose, quando finiscono, lo fanno in silenzio.
Mentre quelle che iniziano fanno un rumore bellissimo.

Tuesday, August 30, 2016

Stasera


Balaustrata di brezza
per appoggiare stasera
la mia malinconia.

by Ungaretti

Non c'e' quiete

Non c’è più quiete
in fondo al mio cuore.

Non c’è più acqua
da attingere con un secchio
coperto di polvere.

Vedo il tuo volto
in una pioggia
di minuscoli diamanti
e dimentico
non vedendo.
Ed amo,
pur non pensando.

by Pessoa

Saturday, August 27, 2016

Il Futuro

E so molto bene che non ci sarai.
Non ci sarai nella strada,
non nel mormorio che sgorga di notte
dai pali che la illuminano,
neppure nel gesto di scegliere il menù,
o nel sorriso che alleggerisce il "tutto completo" delle sotterranee,
nei libri prestati e nell'arrivederci a domani.

Nei miei sogni non ci sarai,
nel destino originale delle parole,
nè ci sarai in un numero di telefono
o nel colore di un paio di guanti, di una blusa.
Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te,
e non per te comprerò dolci,
all'angolo della strada mi fermerò,
a quell'angolo a cui non svolterai,
e dirò le parole che si dicono
e mangerò le cose che si mangiano
e sognerò i sogni che si sognano
e so molto bene che non ci sarai,
nè qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo,
nè la fuori, in quel fiume di strade e di ponti.
Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo,
e quando ti penserò, penserò un pensiero
che oscuramente cerca di ricordarsi di te.

By Julio Cortazar