I problemi sono come gli scarafaggi.
Se li porti alla luce si spaventano e scappano.
I problemi sono come gli scarafaggi.
Se li porti alla luce si spaventano e scappano.
Comportati così, amico/a mio, rivendica il tuo diritto su te stesso e il tempo che fino ad oggi ti veniva portato via o carpito o andava perduto raccoglilo e fanne tesoro.
Convinciti che è proprio così, come ti scrivo: certi momenti ci vengono portati via, altri sottratti e altri ancora si perdono nel vento. Ma la cosa più vergognosa è perder tempo per negligenza.
Pensaci bene: della nostra esistenza buona parte si dilegua
nel fare il male, la maggior parte nel non far niente e tutta quanta
nell'agire diversamente dal dovuto.
Puoi indicarmi qualcuno che dia un giusto valore al suo tempo, e alla sua giornata, che capisca di morire ogni giorno?
Ecco il nostro errore: vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata.
Dunque,amico/a caro/a, fai quel che mi scrivi: metti a frutto ogni minuto; sarai meno schiavo del futuro, se ti impadronirai del presente.
Tra un rinvio e l'altro la vita se ne va.
Niente
ci appartiene, amico/a, solo il tempo è nostro.
La natura ci ha reso padroni di questo solo bene, fuggevole e labile: chiunque voglia può privarcene.
Gli uomini sono tanto sciocchi che se ottengono beni insignificanti, di nessun valore e in ogni caso compensabili, accettano che vengano loro messi in conto e, invece, nessuno pensa di dover niente per il tempo che ha ricevuto, quando è proprio l'unica cosa che neppure una persona riconoscente può restituire.
By Seneca "Lettere a Lucilio"
Dove sono Elmer, Herman, Bert, Tom e Charley, l'abulico, l'atletico, il buffone, l'ubriacone, il rissoso?
Tutti, tutti, dormono sulla collina.Uno trapassò in una febbre, uno fu arso in miniera, uno fu ucciso in rissa, uno morì in prigione, uno cadde da un ponte lavorando per i suoi cari - tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.
Dove sono Ella, Kate, Mag, Edith e Lizzie, la tenera, la semplice, la vociona, l'orgogliosa, la felice? Tutte, tutte, dormono sulla collina.
Una morì di un parto illecito, una di amore contrastato, una sotto le mani di un bruto in un bordello, una di orgoglio spezzato, mentre anelava al suo ideale, una inseguendo la vita, lontano, in Londra e Parigi, ma fu riportata nel piccolo spazio con Ella, con Kate, con Mag - tutte, tutte dormono, dormono, dormono sulla collina.
Dove sono zio Isaac e la zia Emily, e il vecchio Towny Kincaid e Sevigne Houghton, e il maggiore Walker che aveva conosciuto uomini venerabili della Rivoluzione? Tutti, tutti, dormono sulla collina.
Li riportarono, figlioli morti, dalla guerra, e figlie infrante dalla vita, e i loro bimbi orfani, piangenti - tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.
Dov'è quel vecchio suonatore Jones che giocò con la vita per tutti i novant'anni, fronteggiando il nevischio a petto nudo, bevendo, facendo chiasso, non pensando né a moglie né a parenti, né al denaro, né all'amore, né al cielo? Eccolo! Ciancia delle fritture di tanti anni fa, delle corse di tanti anni fa nel Boschetto di Clary, di ciò che Abe Lincoln disse una volta a Springfield.
Dall' "Antologia di Spoon River"di Edgar Lee Masters
Testo modificato da Fabrizio de Andre'
Dove se n'è andato Elmer che di febbre si lasciò morire Dov'è Herman bruciato in miniera. Dove sono Bert e Tom il primo ucciso in una rissa e l'altro che uscì già morto di galera. E cosa ne sarà di Charley che cadde mentre lavorava dal ponte volò e volò sulla strada. Dormono, dormono sulla collina dormono, dormono sulla collina. Dove sono Ella e Kate morte entrambe per errore una di aborto, l'altra d'amore. E Maggie uccisa in un bordello dalle carezze di un animale e Edith consumata da uno strano male. E Lizzie che inseguì la vita lontano, e dall'Inghilterra fu riportata in questo palmo di terra. Dormono, dormono sulla collina dormono, dormono sulla collina. Dove sono i generali che si fregiarono nelle battaglie con cimiteri di croci sul petto dove i figli della guerra partiti per un ideale per una truffa, per un amore finito male hanno rimandato a casa le loro spoglie nelle bandiere legate strette perché sembrassero intere. Dormono, dormono sulla collina dormono, dormono sulla collina. Dov'è Jones il suonatore che fu sorpreso dai suoi novant'anni e con la vita avrebbe ancora giocato. Lui che offrì la faccia al vento la gola al vino e mai un pensiero non al denaro, non all'amore né al cielo. Lui sì sembra di sentirlo cianciare ancora delle porcate mangiate in strada nelle ore sbagliate sembra di sentirlo ancora dire al mercante di liquore "Tu che lo vendi cosa ti compri di migliore?"
Le verita'...
Ho orrore di tutte le verità assolute,delle loro applicazioni totali,dei loro presunti detentori d'ogni risma.
Prendete una verità,portatela con cautela ad altezza d'uomo,guardate chi colpisce,chi uccide,cosa risparmia,cosa elimina,annusatela a lungo,accertatevi che non puzzi di cadavere,assaggiatela tenendola un po' sulla lingua,ma siate sempre pronti a sputarla immediatamente.
L'uomo libero è questo :il diritto di sputare.
La prima e la seconda sono al di la’ della nostra intelligenza.Percio’ dobbiamo arrangiarci con la terza.
Ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere; se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare, non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre, ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo, ti auguro tempo perchè te ne resti: tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guardarlo sull'orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso, per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.
Ditemi,fiori gentili,
lacrime delle stelle,
voi che siete nel giardino e
annuite alle api che cantano
la rugiada ai raggi del sole ,
ditemi siete consci
del destino che vi aspetta?
Continuate a sognare finche'
potete e a ondeggiare giocando
con la delicata brezza dell'estate .
Domani una mano spietata
vi stringera' la gola ,
vi strappera',
vi spezzera',
trascinandovi via dalle vostre
quiete dimore.
Donna Acidona
La famiglia delle acidone
comprende tutti quegli esemplari che, per un motivo o per l’altro, non
sono in grado di passare una serata in compagnia senza scazzare con
qualcuno del gruppo. Caratteristica dell’Acidona, è la sua capacita di
criticare qualunque frase le venga rivolta come se fosse un insulto nei
suoi riguardi. Ad un classico “Ciao, come stai?”, l’Acidona risponde
quasi immancabilmente “Che ti frega? Fatti i cazzi tuoi!”. Da questo
comportamento ne deriva un generale disprezzo nei suoi riguardi, che la
porta negli anni ad inacidirsi sempre di piu, fino a sfociare nella
categoria delle Isteriche.
La Donna in Carriera
Questa
categoria è sostanzialmente composta da donne provenienti da altre
categorie, delle quali mantengono parte delle caratteristiche,
aggiungendone di nuove che in alcuni casi si rivelano deleterie. Una di
queste nuove è l’atteggiamento: “so tutto io perche' mi faccio il culo
in ufficio e non voglio sentire cazzate perche' sono stanca!”. Non di
rado, infatti, pur di accedere alla categoria, le donne si prestano a
innumerevoli compromessi, ivi compresi quelli di natura sessuale. La
febbre da carriera le costringe a costanti sessioni di seduzione sul
luogo di lavoro, con notevole dispendio delle proprie risorse umane.
Questo si riflette in modo molto negativo sull’eventuale partner
maschile, il quale, giustamente, dopo alcuni mesi di tolleranza
all’assenza di un normale equilibrio nella psiche della compagna, inizia
a farsi un pochetto i cazzi propri, mollando, come si suol dire, la
presa per dedicarsi ad una piu sana attivita da scapolone.
Uomo Perfetto
ti
vuole sinceramente bene,si preoccupa realmente per te,si diverte con
te,é intellligente, gentile, generoso,al punto da farti dubitare che sia
vero...ed infatti é GAY...
Uomo Misterioso
Silenzioso,
sempre perso nei suoi pensieri peccato che quando sembra che stia
meditando sui grandi meccanismi dell'Universo,in realtà è impegnato a
scaccolarsi.
Uomo Crostaceo
Se
riesci a far aprire il crostaceo potresti trovare una sorpresa.Solo che
é una cosa decisamente molto lunga.Ci vuole pazienza e volontà.Di
solito é una persona chiusa e timida.E' comunemente detto uomo-gratta e
vinci poiché la maggior parte delle volte si può rimanere deluse dal
mollusco chiuso nella cozza, ma può capitare di trovare un tesoro
consigliato a chi ama il rischio e la curiosità.Ideale per donne
ottimiste.
Chi bada esclusivamente al proprio interesse e per questo si impegna in un’amicizia, sbaglia di grosso. Finirà come ha cominciato. Si è procurato un amico per avere in futuro qualcuno che lo aiuterà, un giorno, a liberarsi dalle catene, ma al primo sferragliare della catena, quello se ne andrà. Queste sono amicizie che la gente chiama opportunistiche: chi è stato preso come amico soltanto per tornaconto, sarà gradito finché sarà utile.Ecco perché uno stuolo di amici attornia quelli che godono di fiorente fortuna. Intorno a chi ha subito un rovescio regna la solitudine; ben presto gli amici se la squagliano, appena messi alla prova. Ecco perché ci sono tanti esempi scandalosi di persone che abbandonano gli amici per paura e di altri ancora che sempre per paura li tradiscono.Il principio e la fine saranno inevitabilmente coerenti: chi ha cominciato a essere amico perché gli conviene, cesserà anche di esserlo perché gli conviene.
Chi e' ancora vivo non dica : "MAI".
Liberati del tempo.
Se infatti apriamo i nostri occhi risulta che non esiste altro tempo che questo istante e che il passato ed il futuro sono astrazioni senza mai concreta realta’.
Finche' cio' non sia diventato chiaro,sembra che la nostra vita sia tutto passato e futuro e che il presente non sia niente di piu' che quel capello infinitesimale che li divide.Ne consegue la sensazione di non aver tempo di un mondo che si affretta con tale rapidita' che e' trascorso prima che noi lo abbiamo goduto.Ma attraverso il risveglio all'istante si capisce che tale impressione e' l'opposto della verita',e' piuttosto il passato ed il futuro che sono illusioni effimere e il presente che e' eternamente reale.
Un uomo al suo nascere e' tenero e debole,quando egli muore e' rigido e duro.o
Quando le cose e le piante sono vive esse sono flessibili e tenere,quando esse sono morte diventano fragili e secche.
La rigidita' e la durezza sono compagne della morte.
La docilita' e la morbidezza sono compagne della vita.Percio' quando un esercito e' ostinato esso perdera' la battaglia.
Quando un albero e' duro esso sara' abbattuto.
l grande ed il forte appartengono alla parte bassa dell'albero i cedevoli ed i deboli fanno parte della cima.
....Mi sembrava che la sua persona, che ogni suo minimo gesto fossero le cose più importanti del mondo. Il mio cuore era polvere che si sollevava dietro i suoi passi. Lei, per me, era come la luna in una notte d’estate: una notte tutta piena di profumi, dolcissime ombre, candori, orizzonti infiniti… E il suo nome che ripetevo a me stesso, che cercavo di baciare sulle mie labbra, conteneva tutte le delizie della carne e dell’anima… Non vedevo niente, non immaginavo niente al di là di questo.....
Qualche
volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta
incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi
l'andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora
cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo
passo. Questo si ripete infinite volte come una danza sinistra col dio
della morte prima dell'alba. Perché quel vento non è qualcosa che è
arrivato da lontano, indipendente da te. E' qualcosa che hai dentro.
Quel vento sei tu. Perciò l'unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel
vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far
entrare la sabbia. Attraversarlo, un passo dopo l'altro. Non troverai
sole né luna, nessuna direzione, e forse nemmeno il tempo. Soltanto una
sabbia bianca, finissima, come fatta di ossa polverizzate, che danza in
alto nel cielo. Devi immaginare questa tempesta di sabbia. E
naturalmente dovrai attraversarla quella violenta tempesta di sabbia. E'
una tempesta metafisica e simbolica. Ma per quanto metafisica e
simbolica lacera la carne come mille rasoi. Molte persone verseranno il
loro sangue e anche tu forse verserai il tuo. Sangue caldo e rosso. Che
ti macchierà le mani. E' il tuo sangue, e anche sangue di altri.
Poi,
quando la tempesta sarà finita probabilmente non saprai neanche tu come
hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche
sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è
che tu uscito da quel vento non sarai lo stesso che vi è entrato. Sì,
questo è il significato di quella tempesta di sabbia.
By Alda Merini
Un giorno troverò una parola
che penetri il tuo corpo e ti fecondi,
che si posi sul tuo seno
come una mano aperta e chiusa al tempo stesso.
Incontrerò una parola
che trattenga il tuo corpo e lo faccia girare,
che contenga il tuo corpo
e apra i tuoi occhi come un dio senza nubi
e usi la tua saliva
e ti pieghi le gambe.
Tu forse non la sentirai
o forse non la capirai.
Non è necessario.
Vagherà dentro di te come una ruota
fino a percorrerti da un estremo all’altro,
donna mia e non mia
e non si fermerà neanche quando tu morirai.

Era una cupa mezzanotte e mentre stanco meditavo su bizzarri volumi di
un sapere remoto.Con il capo reclino mi ero quasi assopito ed
all'improvviso udii bussare leggermente alla porta.C'è qualcuno mi dissi
che bussa alla mia porta.Solo questo e nulla più. Ah, ricordo
chiaramente quel dicembre desolato dalle braci morenti scorgevo i
fantasmi al suolo.Bramavo il giorno e invano domandavo ai miei libri.Un
sollievo al dolore per la perduta Lenore.La rara radiosa fanciulla che
gli angeli chiamano Lenore e che nessuno, qui, chiamerà mai più.E al
triste incerto fruscio delle tende rabbrividivo.C'e qualcuno alla porta,
che chiede di entrare.Qualcuno attardato che mi chiede di entrare.Poi
mi feci coraggio e senza più esitare dissi "Signore o Signora vi prego,
perdonatemi".Ma ero un po' assopito ed il vostro lieve tocco,il vostro
così debole bussare mi ha fatto dubitare di avervi veramente udito. Qui
spalancai la porta.C'erano solo tenebre e nulla più. Stupefatto,
impaurito sognai sogni che mai si era osato sognare.Ma nessuno violò
quel silenzio e soltanto una voce, la mia,bisbigliò la parola Lenore e
un eco rispose:Lenore. Solo quello e nulla più.Rientrai nella mia stanza
con l'anima che bruciava.Ma ben presto, di nuovo, si udì battere
fuori.E più forte di prima. Certo dissi è qualcosa proprio alla mia
finestra: esplorerò il mistero,renderò pace al cuore, esplorerò il
mistero.Ma è solo il vento, nulla più. Allora spalancai le imposte e
sbattendo le ali entrò un Corvo maestoso dei tempi antichi che non fece
un inchino né si fermò un istante.E con aria di dame o di gran
gentiluomo si appollaiò su un busto di Palladie sulla porta.Si posò, si
sedette, e nulla più.Poi quell'uccello d'ebano col suo austero decoro
indusse ad un sorriso le mie fantasie.Benché dissi rasata sia la tua
cresta, un vile non sei, orrido, antico Corvo venuto da notturne
rive.Qual è il tuo nome nobile sulle plutonie rive?
Disse il Corvo: Mai più.
Ma
quel Corvo posato solitario sul placido busto,come se tutta l'anima
versasse in quelle parole altro non disse immobile, senza agitare
piuma.Finché non mormorai: "Altri amici di già sono volati via".Lui se
ne andrà domani, volando con le mie speranze.
Allora disse il Corvo: Mai più.
Trasalii
al silenzio interrotto da un dire tanto esatto.Parole mi dissi che sono
la sua scorta sottratta a un padrone braccato dal disastro,
perseguitato finché un solo ritornello non ebbe i suoi canti.
Un ritornello cupo, i canti funebri della sua Speranza:Mai, mai più.
Rasserenando
ancora il Corvo le mie fantasie sospinsi verso di lui, verso quel busto
e la porta, una poltrona dove affondai tra fantasie diverse.Cosa mai
quel sinistro, infausto e torvo animale antico potesse voler dire
gracchiando Mai più.
Sedevo in congetture senza dire parola
all'uccello i cui occhi di fuoco mi ardevano in cuore.Cercavo di capire,
chino il capo sul velluto dei cuscini dove assidua la lampada
occhieggiava sul viola del velluto.E che purtroppo Lei non premerà mai
più.Infelice esclamai Dio ti manda un nepente dagli angeli a lenire il
ricordo di Lei.Dunque bevilo e dimentica la perduta tua Lenore!
Disse il Corvo Mai più.
Profeta,
figlio del male e tuttavia profeta, se uccello tu sei o demonio, se il
maligno io dissi ti manda o la tempesta, desolato ma indomito su una
deserta landa incantata, in questa casa inseguita dall'Orrore,Io ti
imploro, c'è un balsamo, dimmi, un balsamo in Galaad?
Disse il Corvo: Mai più.
Profeta,
figlio del male e tuttavia profeta, se uccello tu sei o demonio, per il
Cielo che si china su noi.Per il Dio che entrambi adoriamo, dì a
quest'anima afflitta se nell'Eden lontano riavrà quella santa
fanciulla.La rara raggiante fanciulla che gli angeli chiamano Lenore.
Disse il Corvo: Mai più.
Siano
queste parole d'addio alzandomi gridai uccello o creatura del male,
ritorna alla tempesta. Alle plutonie rive e non lasciare una sola piuma
in segno della tua menzogna.Intatta lascia la mia solitudine.Togli il
becco dal mio cuore e la tua figura dalla porta.
Disse il Corvo: Mai più.
E
quel Corvo senza un volo siede ancora, siede ancora sul pallido busto
di Pallade sulla mia porta.E sembrano i suoi occhi quelli di un diavolo
sognante.
E la luce della lampada getta a terra la sua ombra.E
l'anima mia dall'ombra che galleggia sul pavimento non si solleverà Mai
più mai più.
By "Edgar Allan Poe"
Mentre noi parliamo con gli altri c'e' un continuo movimento del nostro
corpo che invia messaggi senza che noi ne siamo consciamente al
corrente.Sono segnali che spesso indicano rifiuto o accettazione della
nostra persona.
Semaforo Verde
Al
primo incontro: guardare negli occhi per un periodo più lungo di quello
dettato dalla cortesia. Occhiata falsamente casuale al corpo.
Aggiustarsi l'abito, ravvivarsi i capelli, sistemare la cravatta o il trucco.
Raddrizzare
il portamento, petto in fuori e pancia in dentro. Parlare lentamente e
con tono pacato. La qualità della voce è tra le prime ad essere alterata
dall'interesse verso un'altra persona. Durante la conversazione
sorridere spesso, annuire anche impercettibilmente, piegando il capo
sulla spalla. Tenere le braccia ben discoste dal corpo e le mani aperte.
Giocherellare con un oggetto (un bicchiere, un mazzo di chiavi, ecc.).
Cercare
un contatto apparentemente innocente (sistemargli il bavero della
giacca, prendergli un polso per vedere l'ora). Mostrare il palmo della
mano e il polso, mentre con l'altra mano si accarezza i capelli o altre
parti del corpo.
Semaforo Rosso
Ginocchia
incrociate, gambe strette, piedi uniti. Braccia incrociate sul
petto.Mani unite in grembo o che stringono uno il polso dell'altra,
all'altezza del seno. Coprirsi il viso con le mani. Tenere un bicchiere
in mano fra se e l'altra persona. Toccarsi il naso o passarsi una mano
sulla nuca guardandosi intorno. Mordicchiarsi le labbra o muovere
nervosamente un piede. Evitare ogni contatto fisico, anche accidentale.
E’ un’ipotesi sicuramente interessante quella pubblicata qualche anno fa dal Daily Mail, che nasce da una ricerca scientifica eseguita dal Prof. Ralph Pudritz , docente della McMaster University di Hamilton nell’Ontario.Dopo aver ormai individuato le sostanze chimiche che sono alla base del DNA umano, i ricercatori starebbero ora valutando la probabilità che le stesse sostanze possano essere presenti in tutto il cosmo e costituire il fondamento della vita “universale”. In poche parole si ipotizzerebbe la presenza di un unico codice genetico primario che potrebbe aver generato la vita anche altrove ed essere stato trasportato sugli altri pianeti all’interno dei meteoriti.Queste sostanze molto semplici, non avendo un gran bisogno di calore e di pressione come succede per altri acidi complessi, potrebbero tranquillamente sopravvivere anche in ambienti totalmente ostili quali ad esempio un pianeta privo di atmosfera o addirittura nello spazio profondo. Se così fosse, tutto ciò che rappresenta la vita sul nostro pianeta e potenzialmente nel resto dell’universo potrebbe derivare da un DNA unico o perlomeno molto simile.Questo non vuol dire necessariamente che l’uomo e gli alieni siano uguali, perché avere un DNA simile non significa possedere lo stesso aspetto. Ad esempio, se prendessimo in considerazione il DNA di una zucca, ci accorgeremmo che per l’80% risulterebbe molto simile a quello umano senza avere, evidentemente, il medesimo aspetto dell’uomo. La stessa cosa avviene anche tra esseri della stessa specie: se ci recassimo ad esempio in uno zoo, ci accorgeremmo delle evidenti diversità fisiche tra le specie animali che hanno tutte un DNA simile ma sicuramente un aspetto differenziato.
La conoscenza delle leggi della genetica da parte dell’uomo sta modificando non solo il pianeta, ma anche la nostra cultura, in nostro modo di pensare ed il nostro modo di essere nel mondo. La genetica inizia con la scoperta delle leggi di Mendel nell’800 ma l’anno della svolta, che renderà possibile gli sviluppi dell’ingegneria genetica è il 1953, anno in cui Crick e Watson scoprirono la doppia elica del DNA. Da allora, in decine di anni, sono stati fatti passi da gigante: è stato decifrato il codice genetico dell’uomo, ma anche quello di diverse specie animali e vegetali, si sono scoperte le cause di numerose malattie, si è preso coscienza che le somiglianze o le diversità tra le specie dipendono da un ristrettissimo numero di geni. Insomma, la genetica ci ha spiegato che il nostro DNA differisce da quello di uno scimpanzé soltanto per il 2%, che, sempre da un punto di vista genetico, siamo più simili al corallo che non al topo con il quale condividiamo il 90% dei geni. Con le piante condividiamo tra il 20 ed il 50% dei geni e “condividere un gene” significa che quel gene in comune con una pianta può essere teoricamente trasferito nell’uomo o viceversa continuando ad esprimere lo stesso carattere genetico. O meglio il gene, una volta spostato da una specie o da un genere all’altro, continua a fare il suo lavoro in armonia con il resto del genoma.
L'uomo è un animale metafisico, il quale vorrebbe che l'universo esistesse solo per lui, ma l'universo lo ignora, e l'uomo si consola di questa indifferenza popolando lo spazio di dèi, dèi fatti a sua immagine.
Non c’e’ rimedio quando per l’uomo
e’ giunta la fine.
Del sepolcro non e’ mai tornato nessuno.
Perche’ siamo figli del caso e dopo saremo
come se non ci fossimo stati poiche’ il
soffio vitale delle nostre narici e’ solo
fumo e le nostre parole scintilla
effimera nel moto del cuore.
Spenta la quale il corpo diverra’ cenere
e lo spirito si disperdera’ come aria sottile.
E il nostro nome col tempo sara’ dimenticato
e nessuno ricordera’ piu’ le nostre azioni
e la nostra vita’ passera’ come la traccia
di una nube e si dissolvera’come nebbia
inseguita dai raggi del sole sopraffatta dal suo calore.
Perche’ il nostro tempo e’ come un ombra
che passa e finito che sia non ricomincia.
E’ stato posto il sigillo.Nessuno ritorna.
Venite dunque godiamo dei beni presenti.
Usiamo presto di quello che esiste
e della giovinezza.
Riempiamoci di vino squisito e profumi.
Che nessuno fiore della primavera ci sfugga.
Incoroniamoci di boccioli di rose prima
che appassiscono tutti.
Nessuno di noi manchi alla nostra baldoria.
Lasciamo dovunque segni del nostro
piacere perche’ e’ questa
la nostra porzione e parte di eredita'. Pierre e Marie Curie irradiarono entusiasmo.
Einstein pensò che sarebbe stato relativamente facile parteciparvi.
Meucci avrebbe telefonato per conferma.
Von Braun sarebbe arrivato come un missile.
Fermi disse che era una notizia atomica!!!
Pasteur disse che prima doveva prelevare un antivirus da Internet.
Faraday non sapeva se era capace di arrivare alla festa.
Coulomb si sentì carico.
Pascal decise di accettare: sapeva come creare l'atmosfera.
Avogadro non fu avvisato: nessuno si ricordava il suo numero.
Hertz si sentì sulla cresta dell'onda.
Joule dovette rinunciare perché aveva del lavoro da fare.
Nobel esplose di gioia alla notizia.
Kelvin disse che era in grado di partecipare.
Fourier aveva già una serie di impegni.
Volta aveva una pila di pratiche da sbrigare e non poté andare.
Laplace aveva trasformata la sala in una discoteca!
Cauchy non sapeva cosa fare, ultimamente aveva avuto una serie molto negativa.
Newton disse che non ne aveva la forza.
Van der Waals si sentiva attratto debolmente dall'iniziativa.
Planck non rispose nemmeno: era nero.
Dirac sentì un forte impulso ad accettare.
Heisemberg era convalescente e ne aveva ancora per un numero indeterminato di giorni.
Schrödinger disse che aveva buone probabilità di essere presente.
Carnot declinò: da alcuni giorni era assalito da vampate di calore.
Gauss non sapeva come distribuire i suoi vari impegni.
Gay-Lussac era troppo gasato.
Archimede rifiutò per questioni di principio.
Cooper sarebbe venuto in coppia.
Darwin avrebbe aspettato l'evolversi della situazione prima di decidere.

Mia vita, a te non chiedo lineamenti
fissi, volti plausibili o possessi.
Nel tuo giro inquieto ormai lo stesso
sapore han miele e assenzio.
Il cuore che ogni moto tiene a vile
raro è squassato da trasalimenti.
Così suona talvolta nel silenzio
della campagna un colpo di fucile.
Marianne Deborah Williamson nata a Houston, il 5 Luglio 1952 è una scrittrice e politica statunitense, attivista per i diritti delle persone LGBT e per la pace nel mondo.
Nel 1992 ha pubblicato il primo dei suoi dieci libri, A Return to Love. Un passaggio di esso (riportato di seguito) è diventato popolare come un motivo di ispirazione.IL testo e' stato erroneamente attribuito dalla rete (*) a Nelson Mandela.
E' la nostra luce, non la nostra ombra a spaventarci di più.